Baustelle Venerdi’ 26 Marzo esce il nuovo e atteso album di inediti “I Mistici dell’Occidente”

Cover album Baustelle I MISTICI DELLOCCIDENTE1

BAUSTELLE

Venerdi 26’ Marzo esce il nuovo e atteso album di inediti “I Mistici dell’Occidente”
prodotto da Pat McCarthy

Da Lunedi in rotazione il video de “Gli Spietati”

Ad Aprile 3 esclusivi concerti con l’orchestra a Roma (17 aprile), Milano (19 aprile) e Firenze (27 aprile) per presentare il nuovo disco

Anticipiato in radio da “Gli spietati”, venerdì 26 marzo i Baustelle tornano con un nuovo e attesissimo album di inediti dal titolo “I Mistici dell’Occidente”(Atlantic/Warner Music).

Scritto in pochi mesi sul promontorio maremmano,“I Mistici dell’Occidente” è il quinto album dei Baustelle e il primo in cui, sia si sono avvalsi della una prestigiosa collaborazione del produttore Pat McCarthy (famoso per aver collaborato con i REM, U2 e Madonna), sia anche Francesco Bianconi ha partecipato attivamente alla produzione.

A più di 2 anni dalla pubblicazione del loro ultimo album “Amen” (uscito a febbraio 2008 per Atlantic/Warner Music e disco d’oro per le vendite), i Baustelle (Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini) si sono consolidati come una delle band più innovative, raffinate e di spessore del panorama musicale italiano.

Consensi di pubblico e critica, un tour di successo con concerti sold out in tutta Italia (compreso l’Heineken Jammin Festival), la vittoria della Targa Tenco 2008 come “Album dell’anno”, la colonna sonora del film ”Giulia non esce la sera” che è valso loro il “Nastro d’argento” per il singolo “Piangi Roma” cantato con Valeria Golino, e molti altri sono stati gli episodi più rappresentativi di questo ultimo periodo.

Da lunedì 29 marzo sarà in rotazioni nelle principali emittenti televisive musicali il video de “Gli spietati”(regia di Daniele Persica).

Per la realizzazione del video è stata presa ispirazione dalla New York di Warhol, dalla sua opera cinematografica, dalla libertà stilistica della pop-art applicata al cinema, dall’iconografia dei Velvet Underground. Molti sono gli attori del nuovo cinema italiano che vi hanno partecipato: Carolina Crescentini, Diane Fleri; Valentina Lodovini e Vinicio Marchioni.

Per presentare questo nuovo disco i Baustelle incontreranno i fan presso le Fnac delle maggiori città italiane e faranno ad aprile 3 concerti esclusivi a Milano, Firenze e Roma, prodotti da AC Europe Group e Big Fish.

Rispettivamente i Baustelle saranno il 17 aprile a ROMA (Atlantico, Viale dell’Oceano Atlantico, 271), il 19 aprile a MILANO (Alcatraz, Via Valtellina, 21) e il 27 aprile a FIRENZE (Saschall,Via Fabrizio De André). Si tratta di tre di 3 eventi unici nei quali la band verrà accompagnata dall’Orchestra dei Mistici dell’Occidente e rappresentano un’occasione imperdibile per ascoltare per la prima volta dal vivo le canzoni del nuovo album.

Di seguito gli appuntamenti nelle Fnac: 26 marzo Fnac Milano (Via Torino, angolo via della Palla, 2 – h.18.00); 27 marzo Fnac Torino (Via Roma, 56 – h.12.00) e Fnac Genova (Via XX settembre, 46/R – h.18.00); 28 marzo Fnac Roma (Galleria Commerciale Porta di Roma – via Alberto Lionello, 201 – h.19.00); 29 marzo Fnac Napoli (Via Luca Giordano, 59 – h.17.00), 30 marzo Fnac Verona (Via Cappello, 34 – h.18.00).

I MISTICI DELL’OCCIDENTE, il nuovo album dei BAUSTELLE

…non a caso il misticismo porta spesso alla creazione
di nuove comunità entro lo Stato o ai suoi margini:
conventi, associazioni di anacoreti, come a ripristinare
le condizioni di una comunità diversa e più antica…
Elémire Zolla, I MISTICI DELL’OCCIDENTE
Ed eccola in posa per la foto di copertina, la bandcomune dei Baustelle, in quello che sembra un ironico e poco rassicurante mash up tra Sgt.

Pepper’s e Bastardi senza gloria. Mistici? Anacoreti? Chissà. Di sicuro allegramente eretici, ché oggi come allora a coltivare pensieri e aspirazioni critiche nei confronti della società in cui si vive si fa presto a passare per matti, anzi, per blasfemi. E forse anche un poco mistici, se è vero che questo disco nasce dalla voglia di seguire un’aspirazione a cercare qualcosa che è sempre più nascosta nel frastuono, anche visivo, del presente.
Scritto in pochi mesi in una casa sul promontorio maremmano, I MISTICI DELL’OCCIDENTE è il quinto album dei BAUSTELLE ed il primo in cui Francesco Bianconi si faccia carico della produzione, al fianco del celebrato tecnico del suono irlandese Pat McCarthy (R.E.M., U2), figurando come il vero regista dell’intero lavoro. Suoi sono buona parte degli arrangiamenti che “vestono” le canzoni, sue le visioni sonore che ne differenziano le ambientazioni, sue le voci che spesso – e in nome di un’emozione condivisa – Pat McCarthy ha salvato dai provini casalinghi e trasferito su disco, preferendole a quelle impeccabili, ma più distanti, registrate in studio.
Il risultato è, forse, il più “umano” dal punto di vista del suono, e il più coraggioso per struttura e “respiro” interiore. Un album decisamente chitarristico, dal suono meno omogeneo, compresso e potente di quello messo in mostra sui precedenti lavori. I MISTICI DELL’OCCIDENTE dà spazio ad una naturalità diversa, in cui tutti gli strumenti mantengono sempre la propria individualità, la loro ragion d’essere nelle entrate e nelle uscite di scena, regalando all’ascolto la sensazione di avere a che fare con un intero caleidoscopio sonoro, sempre in mutamento, diretto da una sapiente regia.
Del tema portante dell’album abbiamo già detto: I MISTICI DELL’OCCIDENTE ha a che fare con la voglia di contrapporsi in qualche modo alla “vanità” che ci circonda, e all’assenza di pensiero che tutto permette e tutto assimila. Per recuperare, attraverso la ricerca di qualcosa di più alto, un rapporto interiore che proprio al sé, all’individuo, alla persona, porti nuovamente valore. Non è questo, però, un disco “spirituale”, di fuga, tutt’altro: i riferimenti politici, culturali, sociali abbondano, regalando concretezza “terrena” ad un album che potrebbe sembrare da essa apparentemente lontano. Del resto «per trascendere il mondo bisogna che il mondo ci sia», dice ancora Elémire Zolla, e allora basta ascoltare le prime canzoni del disco, come l’introduttiva “L’indaco” – addirittura speranzosa nel marcare il tono del disco – o “San Francesco” e la stessa title-track per avere un’idea di come anche l’album sia profondamente radicato nel “qui e ora”, così come accade con “Gli spietati” e “La canzone della rivoluzione”.
Non mancano però pagine più autobiografiche, nello stile che fu caro a un altro grande toscano, Luciano Bianciardi, in cui la cronaca (spesso locale) diventa letteratura e analisi di costume: “Le rane”, “Follonica”, “La bambolina” sono racconti che mescolano immagini letterarie, sequenze cinematografiche, fotoromanzo e manga giapponese. La forza de I MISTICI DELL’OCCIDENTE è, del resto, proprio questa, quella di continuare, canzone per canzone, scena per scena, a cambiare regole, punti di riferimento, stili, senza mai tornare indietro. Così un finto divertissment come “L’estate enigmistica” colpisce davvero il segno, e lo stesso succede con l’autoritratto dolente de “Il sottoscritto”, e con “Groupies”, in cui Bianconi esprime una cifra artistica ancora diversa e ironicamente autoindulgente.
Costruito a suo modo proprio come un percorso d’ascolto, che svela piacevolezze continue ad ogni passaggio di livello fino a sfociare in un brano splendidamente risolutivo come “L’ultima notte felice del mondo”, I MISTICI DELL’OCCIDENTE svela in un colpo solo tutte le unicità e i pregi dei Baustelle. Fotografandoli come una band – una setta di iniziati? (o di finiti?) – che, per visione artistica e qualità di scrittura, oggi non ci si può più permettere di ignorare.

Baustelle (parola tedesca da pronunciare in assoluta libertà) è un gruppo con base a Montepulciano (Siena).
Il progetto Baustelle nasce nella seconda metà degli anni novanta. Dopo la solita trafila di demo, arriva l’esordio discografico nel 2000 con SUSSIDIARIO ILLUSTRATO DELLA GIOVINEZZA (Baracca&Burattini/Edel), con la produzione artistica di Amerigo Verardi.

L’album si guadagna importanti riconoscimenti (Miglior disco italiano d’esordio per Musica & Dischi, Premio “Fuori dal Mucchio” organizzato da Il Mucchio Selvaggio) e suscita grande curiosità e apprezzamenti fra pubblico ed addetti ai lavori per la sua (ri)costruzione di quarant’anni di pop: vi si ritrovano, infatti, la canzone d’autore francese e italiana, l’elettronica, la new wave, le colonne sonore anni sessanta/settanta, la bossa nova.

A distanza di quasi tre anni, dopo un cambio di etichetta discografica, (autoproduzione in partnership con BMG Edizioni, distribuzione Venus) il 23 maggio arriva il secondo album: LA MODA DEL LENTO, registrato e mixato in diversi studi, fra cui le Officine Meccaniche di Mauro Pagani. Con questo disco i Baustelle proseguono, ampliandolo e amplificandolo, il percorso intrapreso con il disco precedente. L’obiettivo è anche questa volta la canzone d’autore e pop, nel senso più nobile del termine; anche questa volta la band collabora con Amerigo Verardi, che compare in veste di co-produttore artistico.

Il disco riceve un ottimo consenso fra la critica, specializzata e non (fra gli altri: Repubblica, Corriere della Sera, Rockerilla, il Mucchio Selvaggio, Elle, Vogue, ecc). Il primo videoclip estratto dall’album è quello di “Love affair”, diretto da Lorenzo Vignolo. Il video entra in programmazione su MTV a settembre, all’interno della fascia serale-notturna, e in breve tempo supera le più rosee aspettative. Viene “promosso” infatti, nel palinsesto diurno dell’emittente.

Nel novembre 2003, in occasione del M.E.I., i Baustelle ricevono il Premio Musica Indipendente (alla sua prima edizione, votato da un ampio gruppo di giornalisti e addetti ai lavori del mondo musicale italiano) come “Miglior gruppo dell’anno”.

Con la primavera 2004 arriva un nuovo video. Si tratta di “Arriva lo ye-ye”, (diretto anche questa volta da Lorenzo Vignolo) che esce in contemporanea al cd single contenente un remix a cura dei Delta V.

Nel 2005 esce per Warner Music Italy / Atlantic il terzo lavoro dei Baustelle, “LA MALAVITA”, registrato da Carlo U. Rossi, produttore storico del rock italiano. Il disco, come il titolo lascia immaginare, raccoglie undici canzoni-manifesto del male di vivere. Più teso, rock e potente di “La Moda del Lento”, il disco sintetizza con eleganza italiana il wall of sound di Phil Spector (un’orchestra d’archi suona in sei pezzi), le colonne sonore dei poliziotteschi, Gainsbourg, la canzone d’autore italiana, il punk primordiale newyorkese di Modern Lovers, Television, Blondie e Ramones.

Il 2007 vede Francesco Bianconi come autore di uno dei successi dell’anno. Sono infatti sue le parole di “Bruci la città”, singolo che ha consacrato Irene Grandi come la “regina dell’estate 2007”, brano con cui ha vinto il Premio Radio 2007 in occasione dell’ultima edizione del Festivalbar.
Nel frattempo i Baustelle hanno completato il loro quarto album. Anticipato dal singolo “Charlie fa surf” (in radio dall’11 gennaio), “AMEN” esce il 1 febbraio 2008 per Warner Music Italy: anche per questo disco, la produzione artistica è stata affidata a Carlo U. Rossi insieme ai Baustelle.

Dopo “La Malavita”, che ha consacrato i Baustelle come una delle band più innovative, raffinate e di spessore del panorama musicale italiano, il nuovo disco “Amen” (disco di platino) contiene 15 tracce, che affiancano canzoni d’amore ad altre caratterizzate da frequenti riferimenti al contesto sociale.

“Amen” vede la presenza di importanti ospiti e numerose collaborazioni: Sergio Carnevale, Carlo U. Rossi, un’orchestra d’archi, una sezione fiati, Francesca Genti, il musicista etiope Mulatu Astatke, Beatrice Antolini, il Maestro Alessandro Alessandroni, Beatrice Martini e altri.

Dall’8 all’11 giugno i Baustelle girano in Sicilia il loro primo documentario, in cui, come attori non protagonisti, parlano con i siciliani della morte, tema del singolo “Baudelaire” ulteriore estratto da “Amen”. Pochi giorni dopo, il 22 giugno, i Baustelle salgono per la prima volta sul palco dell’Heineken Jammin Festival al Parco San Giuliano di Mestre, da dove prende il via un tour estivo fitto di date, oltre 35, che si conclude il 15 settembre con un ultimo concerto a Milano. Nel corso del tour Baustelle sono ospiti, il 26 luglio, del Festival Teatro Canzone Giorgio Gaber, mentre il 13 settembre partecipano all’MTV Day in programma a Genova.

Il 7 novembre la band è al Teatro Ariston di Sanremo a ritirare la Targa Tenco 2008 assegnata da un prestigioso panel di critici e addetti ai lavori ad “Amen” come Album dell’anno.

Il 24 marzo 2009 esce il singolo “Piangi Roma”, cantato dall’attrice Valeria Golino in coppia con Francesco Bianconi, anticipazione dell’uscita del film “Giulia non esce la sera”, per il quale i Baustelle curano la colonna sonora.

Per il 26 marzo 2010 è invece annunciata l’uscita del quinto album dei Baustelle, “I mistici dell’Occidente”, la cui produzione è per la prima volta accreditata a Francesco Bianconi, insieme all’ingegnere del suono irlandese Pat McCarthy (R.E.M.).

I Baustelle sono:
Rachele Bastreghi: voce, synth, piano elettrico, clavinet, organo, percussioni.
Francesco Bianconi: voce, chitarre, synth, organo.
Claudio Brasini: chitarre.


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