Il crollo del tribunale di Bolzano, avvenuto all’alba del 16 luglio, ha lasciato un vuoto in piazza Tribunale. L’ala centrale del palazzo è collassata, costringendo le autorità a trovare una soluzione rapida per garantire la continuità delle attività giudiziarie. La Provincia ha avviato una ricerca di mercato per individuare una sede provvisoria, mentre la Procura indaga sulle cause del disastro.
L’assessore provinciale alle Opere pubbliche, Christian Bianchi, ha annunciato che entro la fine di agosto sarà pronta una sede alternativa per ospitare tutti gli uffici del tribunale. Nel frattempo, i lavori di messa in sicurezza dell’edificio proseguono senza sosta. Gli escavatori stanno rimuovendo le macerie per alleggerire il solaio, mentre i tecnici studiano soluzioni per puntellare il frontone e scongiurare nuovi crolli.
La ricerca di una nuova sede
La Provincia ha ricevuto 20 offerte per la locazione di immobili che possano ospitare temporaneamente gli uffici del tribunale. Le proposte includono edifici situati in diverse zone di Bolzano e uno a Merano. L’assessore Bianchi ha espresso soddisfazione per la risposta ricevuta e ha annunciato che entro una settimana sarà scelta la sede più adatta. I criteri di selezione includono la superficie, lo stato dell’edificio, la presenza di aule e archivi, e la disponibilità di parcheggi.
La scelta della nuova sede è una priorità assoluta per garantire la continuità delle attività giudiziarie. Il Ministero della giustizia ha decretato la sospensione delle attività fino al 30 settembre, ma l’obiettivo è quello di avere spazi adeguati entro la fine di agosto. Bianchi ha sottolineato l’importanza di avere arredamenti, connessioni internet e fibra ottica per garantire il normale svolgimento delle attività.
Le indagini sulle cause del crollo
La Procura di Bolzano ha aperto un’indagine per crollo colposo di costruzione. Sono stati acquisiti protocolli e verbali delle riunioni precedenti l’avvio dei lavori di consolidamento delle colonne, nei quali si discutevano i problemi statici dell’edificio. L’assessore Bianchi ha invitato alla prudenza, sottolineando che potrebbero essere concorsi diversi fattori al crollo.
Tra le ipotesi, c’è quella che il crollo possa essere stato causato dai lavori di consolidamento delle quattro colonne dell’atrio, iniziati a fine maggio. Tuttavia, il palazzo soffre di problemi statici da anni, con ripetute infiltrazioni d’acqua. Solo a indagini concluse si potrà iniziare con la ricostruzione del palazzo, che è un edificio di interesse storico e sottoposto a vincoli di tutela.
La polemica sulla competenza territoriale
La scelta di affidare l’indagine alla Procura di Bolzano invece che a quella di Trieste ha suscitato polemiche. Secondo l’articolo 11 comma 1 del codice di procedura penale, la Procura di Trieste sarebbe territorialmente competente nei casi in cui risulti coinvolto un magistrato bolzanino. Il procuratore capo Axel Bisignano ha negato che ci sia un ‘automatismo’ per il passaggio del fascicolo, ma il dibattito è ancora aperto.
Intanto, gli avvocati sono in attesa di un decreto straordinario del Ministero per sospendere i termini per i procedimenti pendenti a Bolzano. Alcuni uffici della polizia giudiziaria hanno trovato posto nella sede della corte d’appello, mentre altri sono ancora in attesa di una sistemazione. La Provincia ha sospeso l’obbligo di presentare le dichiarazioni di appartenenza linguistica con un’apposita ordinanza, ma Bianchi ha promesso un’accelerazione per evitare errori.
