La Basilicata si trova al centro di un acceso dibattito dopo l’introduzione di un ticket sui farmaci che la posiziona come la regione più cara d’Italia per l’acquisto di medicinali. La misura, entrata in vigore il 1° settembre con un periodo di transizione fino al 1° ottobre 2026, prevede una quota fissa di 2,50 euro per ogni ricetta medica. Questa decisione ha scatenato forti polemiche sia tra i cittadini che all’interno della maggioranza politica.
L’obiettivo dichiarato è contenere la spesa pubblica e contrastare gli sprechi, ma molti critici sostengono che questa misura gravi eccessivamente sui cittadini senza risolvere le carenze strutturali del sistema sanitario lucano. La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che il ticket è applicato indipendentemente dal numero di confezioni ritirate, il che può risultare particolarmente oneroso per chi acquista un solo farmaco.
Un confronto nazionale che evidenzia le disparità
Se si guarda al panorama nazionale, emerge una frammentazione significativa nelle politiche sanitarie. Alcune regioni, come il Piemonte, la Toscana, le Marche, l’Umbria e la Sardegna, mantengono la gratuità per i farmaci essenziali di fascia A. Altre, come la Lombardia, il Veneto e la Puglia, applicano un ticket standard di due euro per confezione. La Basilicata, invece, ha scelto un sistema ibrido che può risultare vantaggioso solo in determinate circostanze.
Il meccanismo lucano prevede un costo fisso di 2,50 euro per l’intera prescrizione, indipendentemente dal numero di scatole ritirate. Questo può essere conveniente se il medico prescrive il numero massimo di confezioni consentite, ma diventa particolarmente svantaggioso per chi acquista un solo farmaco a basso costo. In questo caso, il cittadino si trova a pagare una somma che può essere anche superiore al valore del farmaco stesso.
Le reazioni politiche e le tensioni interne
La decisione di introdurre il ticket ha suscitato immediate reazioni politiche. Il Partito Democratico ha chiesto alla Giunta regionale di rivedere la scelta, sottolineando la necessità di intervenire sulle inefficienze del sistema sanitario piuttosto che gravare sui cittadini. Anche il Movimento 5 Stelle ha definito la misura inaccettabile evidenziando come le famiglie lucane siano già alle prese con il caro vita e il caro carburante.
All’interno della maggioranza, il gruppo Azione Basilicata ha espresso perplessità, definendo il ticket un deterrente inappropriato e chiedendo un confronto con l’assessore alla sanità. Nonostante le tensioni, l’assessore Cosimo Latronico ha difeso la misura, sostenendo che è necessaria per garantire l’equilibrio finanziario e difendere l’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza.
Le esenzioni e le categorie protette
La delibera regionale prevede esenzioni per le fasce più vulnerabili, tra cui i pazienti oncologici, i malati cronici o rari, gli invalidi civili e di guerra, e i titolari dei codici di esenzione per reddito. Tuttavia, molti cittadini medi si trovano a dover affrontare un costo aggiuntivo che può risultare particolarmente gravoso.
La tensione sociale è alta e si sposta ora sul piano della mobilitazione di piazza e del confronto istituzionale. Lunedì 31 agosto, infatti, sono previste manifestazioni di protesta che potrebbero ulteriormente accendere i riflettori su questa controversa decisione.



