Dal 2 al 5 settembre 2026, Matera diventerà il cuore pulsante di un progetto culturale senza precedenti: Thalassa – Ponte Sociale Culturale. Questo evento vedrà la partecipazione di 45 rappresentanti delle Comunità Autoctone Italiane di Croazia, Serbia e Montenegro, insieme a una rappresentanza del Comune di Ancona, candidata a Capitale Italiana della Cultura 2028.
Il progetto, promosso da UniBasUniversità Popolare di TriesteLega Navale di Matera e Unione Italiana-Fiume mira a creare un dialogo tra le sponde dell’Adriatico, recuperando relazioni storiche e proiettandole in una prospettiva contemporanea di cooperazione.
Il programma di Thalassa a Matera
Il programma si aprirà mercoledì 2 settembre con l’arrivo delle delegazioni e il finissage della mostra “Solchi Acquei – Sulle tracce degli Argonauti” del maestro Gianni Maran. Questo evento segnerà l’inizio di una serie di incontri culturali e istituzionali che si svolgeranno nei giorni successivi.
Giovedì 3 settembre sarà dedicato a Matera, all’arte, alla letteratura e alla fotografia. Dopo una visita ai Sassi e alle chiese rupestri, alle 17.30 presso la sede della Lega Navale Italiana – Sezione Matera Magna Grecia sarà inaugurata la mostra fotografica “Italia Amore Mio” di Gianfranco Jannuzzo. Alle 19.00, nella sala convegni dell’Hotel San Domenico al Piano si terrà un incontro con l’artista dedicato al rapporto tra arte, Italia e cultura mediterranea.
Il convegno internazionale sugli Argonauti
Il momento centrale del progetto sarà venerdì 4 settembre con il convegno internazionale “Gli Argonauti: mito, rotte e memoria del Mediterraneo”. La sessione mattutina sarà ospitata dall’Università degli Studi della Basilicata e vedrà la partecipazione di esperti che discuteranno del mito degli Argonauti, delle rotte antiche e della memoria del Mediterraneo.
Il ruolo di Trieste nel progetto Thalassa
Trieste entra nel progetto come snodo di collegamento con le comunità italiane dell’Adriatico orientale. Edvino Jerian presidente dell’Università Popolare di Trieste spiega che il percorso di Thalassa nasce dall’idea che il mare non sia un confine, ma uno spazio di relazione. L’Adriatico diventa così un’infrastruttura culturale capace di collegare Matera con Pisticci, Taranto, Ancona, Cherso, Lussino, Veglia, la Dalmazia, le Bocche di Cattaro e Trieste.
L’obiettivo dichiarato è recuperare relazioni storiche e proiettarle in una prospettiva contemporanea di cooperazione, secondo un’idea del coordinatore Antonio Ballarin per le Comunità Italiane. Un’impostazione che intreccia cultura, memoria e presenza delle minoranze italiane nel quadrante adriatico.
Per il Nordest, il rilievo della notizia è proprio nel coinvolgimento diretto dell’Università Popolare di Trieste e delle comunità italiane dell’altra sponda, in un percorso che unisce dimensione internazionale e lavoro culturale già sviluppato in questi anni.
L’iniziativa rientra nelle progettualità della Legge 73/2001 del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano e vede la collaborazione di UniBas, Università Popolare di Trieste, Lega Navale di Matera e Unione Italiana-Fiume.



