L’automobile, un tempo simbolo di libertà e indipendenza, sta diventando un bene sempre più inaccessibile per molti italiani. Secondo i dati più recenti, per acquistare un’auto nuova servono in media 11 mensilità di stipendio contro le 5 necessarie all’inizio degli anni Duemila. Questo aumento esponenziale dei costi sta cambiando radicalmente le abitudini di acquisto degli italiani, con conseguenze significative sul mercato della mobilità.
Il 59% degli intervistati ha dichiarato di aver rinviato o non preso in considerazione l’acquisto di un’auto nuova, mentre un ulteriore 10% ha deciso di rinunciarvi del tutto. Questi dati, emersi da un’indagine sulla mobilità, riflettono un paradosso: l’auto resta il mezzo di trasporto dominante, utilizzato abitualmente dal 76% degli italiani, ma è sempre meno accessibile.
Le ragioni del rinvio: incertezza economica e prezzi elevati
Le principali ragioni di questo rinvio sono l’incertezza economica e il timore per il futuro dei redditi, indicati dal 36% degli intervistati. Un quarto delle persone preferisce attendere prezzi più bassi o formule di utilizzo più convenienti. L’indagine ha anche evidenziato che il 51% degli italiani vede nel prezzo il principale ostacolo all’acquisto di un’auto elettrificata, mentre il 28% indica la carenza di infrastrutture di ricarica.
Il noleggio a lungo termine sta cercando di ritagliarsi un ruolo sempre più centrale in questo contesto. Il settore rappresenta ormai circa il 30% del mercato e supera il 50% in alcune motorizzazioni come le ibride plug-in. Nel primo trimestre del 2026, il noleggio a lungo termine ha registrato un fatturato di 2,4 miliardi di euro in crescita rispetto ai 2,3 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente.
Le sfide del mercato: elettrificazione e concorrenza
Il comparto che dovrebbe accompagnare la transizione ecologica guarda con preoccupazione alle proposte in discussione a Bruxelles. Il presidente di Aniasa, Italo Folonari, ha richiamato la necessità di una posizione europea condivisa e di regole che tengano conto delle esigenze delle imprese. L’associazione denuncia inoltre una fiscalità più pesante rispetto ad altri Paesi europei e chiede maggiore chiarezza su temi come fringe benefit e tassazione dei veicoli aziendali.
Le resistenze all’elettrico emergono anche dalla ricerca presentata. Per il 51% degli italiani il principale ostacolo all’acquisto di un’auto elettrificata resta il prezzo, mentre il 28% indica la carenza di infrastrutture di ricarica. Non a caso la diffusione delle vetture ricaricabili risulta maggiore nelle aree più ricche del Paese, in particolare tra Lombardia e Veneto.
Sul fronte della mobilità condivisa, invece, il car sharing continua a perdere terreno. Gli utenti attivi si attestano intorno a 330 mila e, secondo Folonari, il settore ha pagato sia il calo della domanda post-pandemia sia le scelte di alcune amministrazioni locali che, dopo aver incentivato il servizio, hanno aumentato costi e oneri a carico degli operatori.
Le alternative emergenti: noleggio e mobilità condivisa
Mentre le famiglie rinviano l’acquisto dell’auto e la politica discute i tempi della transizione, il mercato continua a cambiare. Anche sotto la pressione dei marchi cinesi, arrivati ormai al 12% delle immatricolazioni italiane grazie a prezzi più competitivi. Una concorrenza che rende ancora più delicato l’equilibrio tra obiettivi ambientali, sostenibilità industriale e capacità di spesa dei consumatori.
In questo scenario, il noleggio a lungo termine e le formule di mobilità condivisa potrebbero rappresentare delle valide alternative per chi non può permettersi l’acquisto di un’auto nuova. Tuttavia, è necessario che le politiche pubbliche e le strategie aziendali si adattino a queste nuove esigenze, offrendo soluzioni più flessibili e accessibili.



