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25 Giugno 2026

Blocco diesel Euro 5: impatto sul mercato dell’usato e consigli per gli acquirenti

Dal 1° ottobre 2026, in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, i diesel Euro 5 non potranno più circolare nei giorni feriali. Scopri come questo cambierà il mercato dell'usato e quali auto sono più a rischio.

Blocco diesel Euro 5: impatto sul mercato dell'usato e consigli per gli acquirenti

Dal 1° ottobre 2026, il panorama automobilistico del Nord Italia subirà una trasformazione significativa. In Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, i veicoli diesel Euro 5, immatricolati tra il 2011 e l’agosto 2015, non potranno più circolare nei giorni feriali nei principali centri urbani, da Milano a Torino, passando per Bologna e Verona. Questo provvedimento avrà un impatto notevole non solo sulla routine quotidiana degli automobilisti, ma anche sul mercato delle auto usate, dove queste vetture hanno sempre avuto un ruolo di primo piano.

Secondo i dati raccolti tra gennaio e maggio 2026, ben 14mila auto su 100mila controllate sono diesel Euro 5, pari al 14% del totale. Questo significa che un’auto usata su sette potrebbe presto diventare inutilizzabile per i tragitti quotidiani in gran parte del Nord Italia. Per chi cerca un’auto di seconda mano, la verifica della classe ambientale è diventata fondamentale, quasi quanto lo stato del motore.

Le caratteristiche delle auto Euro 5 usate

Le auto diesel Euro 5 che saranno escluse dai centri urbani presentano alcune caratteristiche comuni. Hanno un’età media di 12 anni, contro i 9 anni della media generale, e hanno percorso in media 146.000 chilometri, quasi 30.000 in più rispetto alla media. Inoltre, il 64% di queste vetture presenta almeno un fattore di rischio nascosto, e il 57% ha alle spalle incidenti o danni documentati.

I modelli più controllati e i marchi a rischio

Tra i modelli più controllati, la Fiat Panda e la Fiat 500 sono in testa, seguite dall’Alfa Romeo Giulietta dalla Volkswagen Golf e dai SUV della serie X di BMW. I marchi tedeschi come BMWAudiMercedes e Volkswagen sono quelli con la percentuale più alta di auto a rischio, rispettivamente con il 78%, 77%, 74% e 65%. La Fiat si ferma a un più contenuto 60%.

L’importanza di un acquisto consapevole

In un mercato in rapida evoluzione, l’informazione è l’arma migliore per gli automobilisti. Marco Arban, Direttore del Business Development in Europa di Carfax, sottolinea l’importanza di conoscere il passato di un’auto tramite un semplice controllo targa. Questo permette di evitare brutte sorprese, come incongruenze sui chilometri reali o incidenti taciuti, che possono incidere significativamente sulla qualità dell’acquisto. Solo giocando d’anticipo e pretendendo trasparenza, l’acquisto di un’auto di seconda mano può rimanere un investimento sicuro e consapevole.

La seconda vita delle auto: dal rottame alla risorsa

L’automobile non finisce più la propria corsa nel momento in cui esce dalla strada. Il nuovo scenario europeo trasforma il veicolo fuori uso in una risorsa industriale, un serbatoio di materiali, componenti e valore da riportare dentro la filiera. Questo cambiamento spinge l’intero comparto automotive verso una logica di economia circolare.

Il regolamento europeo sui veicoli fuori uso punta a superare l’idea dell’auto come semplice rifiuto. La direzione è chiara: progettare vetture più facili da smontare, riparare, riutilizzare e riciclare, introducendo criteri di ecodesign fin dalle prime fasi industriali. Acciaio, alluminio, rame, plastica e componenti ancora utilizzabili entrano così in una nuova catena del valore, dove la fine del veicolo diventa l’inizio di un altro ciclo produttivo.

Plastica riciclata e ricambi usati

Il regolamento introduce anche nuovi target sul contenuto di plastica riciclata nelle vetture: 15% entro sei anni e 25% entro dieci anni, con almeno il 20% proveniente dal riciclo a circuito chiuso dei veicoli fuori uso. In parallelo cresce il ruolo dei ricambi usati, soprattutto in un Paese come l’Italia, dove l’età media del parco circolante è di circa 12-13 anni. I ricambi originali usati possono offrire un risparmio fino al 70% rispetto al nuovo, unendo sostenibilità e convenienza.

Per Manuela Crippa, a capo della divisione Circular Economy Global Commercial e Marketing Development di Stellantis-SustainEra, la fine di un veicolo non coincide con la fine del suo valore: è l’inizio di un nuovo ciclo. I ricambi usati e rigenerati possono offrire risparmi significativi per i consumatori, fino al 70%, e contribuire a mantenere in sicurezza un parco circolante piuttosto vecchio.

Autore

Beatrice Bonaventura

Beatrice Bonaventura ricorda la decisione di lasciare le passerelle di Firenze dopo un servizio su sartorie locali; da allora guida scelte stilistiche pratiche per lettori. In redazione propone palette sobrie e mantiene un archivio personale di tagli e cartamodelli d’epoca.