Nel panorama attuale le banche cercano di attrarre nuovi clienti con proposte allettanti: alcuni conti correnti e depositi garantiscono un rendimento del 4% lordo annuo. Parallelamente, la neobank bunq ha introdotto l’IBAN italiano mentre la normativa sul conto di base è stata aggiornata con nuove indicazioni di vigilanza. Questo articolo analizza le tre tematiche, illustrando costi, condizioni e strategie operative.
Le offerte al 4%: come funzionano e a chi sono destinate
Il rendimento del 4% lordo si applica in genere a depositi di medio-termine, con importi massimi che variano da 100 000 a 500 000 euro a seconda dell’istituto. Su 10.000 euro, il premio annuo lordo corrisponde a 400 euro; dopo l’applicazione dell’imposta sui capitali (26%) rimangono circa 296 euro, da cui bisogna sottrarre eventuali spese di gestione.
BBVA: 4% sul conto corrente per sei mesi
BBVA offre il 4% lordo per i primi sei mesi direttamente sul saldo del conto corrente, fino a 200 000 euro. Non è richiesto alcun accredito di stipendio; gli interessi vengono erogati mensilmente e il denaro rimane totalmente disponibile per bonifici, prelievi e pagamenti. Al termine del semestre, il tasso può subire variazioni o decrescere, senza alcuna garanzia di rinnovo.
ING: 4% su Conto Arancio con accredito mensile
ING richiede l’apertura del Conto Arancio e l’accredito di almeno 1 000 euro al mese (stipendio, pensione o bonifico) per mantenere il tasso del 4% per dodici mesi. Il denaro da remunerare è depositato in un conto dedicato, ma resta prelevabile in qualsiasi momento, mantenendo gli interessi già maturati. La mancata regolarità dell’accredito comporta il ritorno al tasso base a partire dal mese successivo.
Mediolanum e Credem: condizioni legate a nuovi flussi di liquidità
Mediolanum propone un Deposito a Tempo con il 4% per sei mesi, ma la promozione è valida solo se il cliente versa nuovi fondi o raggiunge lo status “PrimaBanca”. In caso contrario, il tasso scende allo 0,05% lordo. Credem, invece, offre fino al 4,25% per sei mesi con Deposito Più, richiedendo sia la creazione di un conto corrente sia l’accredito dello stipendio o della pensione. L’uscita anticipata comporta una penale minima di 100 euro e la perdita del tasso agevolato.
Bunq Business: IBAN italiano, conti multipli e strumenti operativi
La neobank olandese bunq ha lanciato la sua prima filiale in Italia, aggiungendo un IBAN italiano ai cinque già disponibili in altri paesi europei. L’iniziativa risponde a una crescita del 200% della base utenti italiana e consente di gestire più conti da un’unica app. Ogni conto è dotato di un IBAN dedicato, ideale per separare le spese di progetto, gli affitti o i fondi di riserva.
Piani Business e possibilità di personalizzazione
bunq Business mette a disposizione fino a 25 conti con IBAN individuale, tutti gestibili dalla stessa interfaccia. I piani disponibili (Free, Core, Pro, Elite) variano dal gratuito per ditte individuali al Premium a 23,99 € al mese, includendo carte di debito, carte aziendali, limiti di spesa per dipendenti e supporto a oltre 20 valute. I costi mensili sono chiari e ciascun piano offre una prova gratuita di 30 giorni.
Contabilità automatizzata e Tap to Pay
Grazie all’integrazione con oltre 50 tool di gestione finanziaria (Moneybird, FreshBooks, Zapier, ecc.), le transazioni si sincronizzano automaticamente, riducendo al minimo l’inserimento manuale. Inoltre, la funzione Tap to Pay trasforma lo smartphone in un terminale per pagamenti contactless, permettendo di accettare pagamenti direttamente dall’app.
Il conto di base: obblighi di offerta, scadenze e criteri di accesso
Il conto di base è stato introdotto con la Direttiva 2014/92/UE per migliorare l’inclusione finanziaria. In Italia, il recepimento è avvenuto con il D. Lgs. 37/2017 e i dettagli operativi sono stati definiti dal Decreto MEF 70/2018. Il provvedimento stabilisce che banche, Poste Italiane e PSP devono offrire il conto di base a chiunque, senza discriminazioni legate a nazionalità, residenza o reddito.
Tipi di conto di base e soglie di esenzione
Esistono tre tipologie: conto ordinario con canone “ragionevole”, conto gratuito per utenti con ISEE inferiore a 11 600 €, e conto per categorie svantaggiate (persone senza fissa dimora, richiedenti asilo, rifugiati). Il canone per il conto ordinario non può superare il costo medio praticato per la clientela tradizionale, ed è coperto da un numero limitato di operazioni incluse nell’allegato A del decreto.
Scadenze di vigilanza e obblighi per gli intermediari
Il 5 agosto è stata pubblicata una serie di Orientamenti di Vigilanza della Banca d’Italia, che impongono alle banche di rimuovere ogni ostacolo all’apertura del conto di base entro il 30 novembre 2026. Le funzioni di compliance e internal audit devono effettuare una verifica interna approfondita, da sottoporre al Consiglio di Amministrazione. La normativa esclude l’obbligo di offerta solo a soggetti che già possiedono un conto di pagamento con gli stessi servizi essenziali.
Parallelamente, le nuove possibilità offerte da bunq con l’IBAN italiano ampliano le opzioni per freelance e PMI, mentre il conto di base rimane uno strumento chiave per garantire l’accesso al sistema bancario a tutte le fasce della popolazione.



