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21 Settembre 2026

Offerta di scambio Poste-TIM estesa fino al 25 settembre

Poste estende l’opas su TIM con 1,97 euro cash, mirando al 90 % di adesioni per il delisting.

Offerta di scambio Poste-TIM estesa fino al 25 settembre

Poste italiane ha annunciato la riapertura dell’offerta pubblica di scambio (OPAS) su TIM, estendendo il periodo di adesione da lunedì 21 settembre a venerdì 25 settembre. La proposta, ormai nota per il suo prezzo migliorato prevede un versamento di 1,97 euro in contanti per ogni azione TIM offerta, affiancato da una quota di 0,218 azioni ordinarie di nuova emissione Poste.

Il nuovo round di adesioni riprende dal 66,627 % del capitale TIM già acquisito nella prima fase, chiusa l’11 settembre. L’obiettivo dichiarato è superare la soglia del 90 %, requisito fondamentale per avviare il delisting della società di telecomunicazioni e concludere la fusione con Poste. La soglia del 90 % è infatti la prima barriera normativa che obbliga l’acquirente ad acquistare le quote residue dei minoritari che ne facciano richiesta.

Termini dell’offerta e calendario

Durante i cinque giorni di riapertura, gli azionisti TIM possono accettare la proposta nelle stesse condizioni stabilite il 7 settembre, quando il prezzo è stato incrementato di 30 centesimi per azione. Per ogni azione TIM ceduta, l’investitore riceve 0,218 azioni di Poste Italiane più 1,97 euro in contanti. L’offerta è aperta a tutti i titolari che non hanno ancora partecipato alle fasi precedenti, offrendo loro l’opportunità di entrare in un processo di consolidamento del capitale.

Le soglie del 90 % e del 95 %: cosa comportano

Il delisting diventa possibile solo se l’acquirente supera il 90 % del capitale sociale. Se il livello rimane tra il 90 % e il 95 %, scatta l’obbligo di sell-out Poste deve offrire di acquistare le azioni residue dei minoritari che ne fanno richiesta. Una volta completato il riacquisto, le azioni TIM vengono cancellate dal listino di Borsa Italiana.

Scenario tra 90 % e 95 % di capitale

Nel caso la soglia del 90 % venga raggiunta ma il capitale rimanga inferiore al 95 %, Poste dovrà rispettare le norme di tutela delle minoranze, garantendo il diritto di vendita a tutti gli azionisti che ne esigano il riscatto. Dopo l’operazione di buy-back, il titolo TIM sarà rimosso dal mercato, ma la società rimarrà legalmente separata fino a eventuali ulteriori step di integrazione.

Superamento del 95 %: meccanismo di squeeze-out

Qualora le adesioni superino il 95 %, si attiva il squeeze-out che consente a Poste di acquisire automaticamente il 100 % delle azioni residui, senza ulteriori richieste da parte dei piccoli azionisti. In questo caso la fusione avverrà in maniera più rapida e il titolo TIM verrà cancellato in maniera definitiva dal mercato.

Reazioni di mercato e dichiarazioni dei dirigenti

Il riavvio dell’OPAS ha determinato un incremento dello 0,5 % del valore azionario di Poste Italiane, che ha chiuso a 27,03 euro, mentre le azioni TIM sono salite dell’1,3 % a 7,84 euro. Il Direttore Generale Giuseppe Lasco ha espresso fiducia, affermando: “Speriamo di raggiungere il 90 %”. L’amministratore delegato Matteo Del Fante ha sottolineato che gli investitori hanno compreso la logica dell’operazione, definendo il progetto “ambizioso e di grande soddisfazione per tutti”.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.