Il tasso del 4% lordo annuo è tornato al centro dell’attenzione dopo l’aumento dei tassi di riferimento della BCE. Diverse banche propongono conti correnti o depositi che promettono questo rendimento, ma le condizioni variano notevolmente. Prima di versare i propri risparmi è fondamentale valutare la durata dell’offerta, gli eventuali requisiti di accredito mensile, le penali per prelievi anticipati e l’impatto della tassazione del 26% sugli interessi.
Quanto resta realmente al netto delle imposte
Un tasso del 4% lordo su 10.000 € genera 400 € di interessi per un anno intero. Dopo la ritenuta del 26% rimangono 296 €, a cui vanno aggiunti eventuali oneri di bollo o costi di gestione. Se l’offerta è valida solo per sei mesi, gli interessi lordi si dimezzano (200 €) e, al netto, si scendono a circa 148 €. La differenza tra durata di sei mesi e dodici mesi è quindi decisiva per il risultato finale.
Le principali offerte sul mercato
BBVA applica il 4% lordo per i primi sei mesi direttamente sul saldo del conto corrente, senza richiedere l’accredito dello stipendio. Gli interessi vengono erogati mensilmente e il denaro rimane a disposizione per bonifici e prelievi; tuttavia, al termine del semestre la remunerazione può variare.
ING offre lo stesso tasso per 12 mesi sul Conto Arancio, ma richiede ogni mese almeno 1.000 € di accrediti (stipendio, pensione o bonifico). Il denaro depositato resta disponibile, ma la mancata osservanza dell’accredito provoca la perdita del 4% e l’applicazione del tasso base.
Con Mediolanum il 4% è garantito per sei mesi su un Deposito a Tempo collegato al conto corrente: è necessario trasferire i fondi nel deposito e, per i clienti esistenti, soddisfare requisiti di nuova liquidità o lo status “PrimaBanca”. Il rimborso anticipato è consentito, mantenendo gli interessi maturati, purché i criteri siano rispettati.
Credem propone un tasso di 4% (fino al 4,25% in formulazioni particolari) per sei mesi sul prodotto Deposito Più. L’attivazione richiede l’apertura di un conto corrente e l’accredito dello stipendio o della pensione. In caso di estinzione anticipata si perde l’interesse promozionale e si paga una penale minima di 100 €.
Altre proposte rilevanti a settembre 2026
Nel mese di settembre 2026, ING ha lanciato il Conto Arancio Plus con un tasso del 4% per 12 mesi, a patto di versare 1.000 € mensili o di rientrare nella fascia under-30. Il pacchetto include carte di debito, prepagata e credito a canone zero. BBVA apribile entro l’11 dicembre 2026, garantisce il 4% per i primi sei mesi su fino a 200.000 €, mentre l’eccedenza fino a un milione di euro è remunerata al 2,10%. UniCredit ha introdotto il Conto Genius Buddy con lo stesso tasso del 4% senza vincoli di accredito, abolendo canoni e commissioni. Anche il Credit Agricole offre conti deposito al 4% ma con durata vincolata di 12 mesi, mentre le offerte più lunghe si aggirano sul 3-3,5%.
Il nuovo modello insur-banking di Alleanza e Generali
Alleanza Assicurazioni, in partnership con Banca Generali, sta trasformando la sua rete in un canale insur-banking. L’obiettivo è collocare entro il 2026 circa 15.000 conti correnti (il Conto Unico) e proporre la polizza multiramo Stile Unico che combina gestione separata, fondi OICR e soluzioni previdenziali. L’agente assicurativo diventa il punto di contatto unico per conto corrente, protezione e investimento, ma la banca rimane responsabile delle operazioni bancarie, mentre la compagnia gestisce la parte assicurativa.
Il progetto prevede sei percorsi di investimento, 120 OICR e tre fondi interni, personalizzati in base al profilo di rischio, all’orizzonte temporale e agli obiettivi del cliente. Non si tratta di un semplice deposito garantito: i rendimenti dipendono dalla composizione del portafoglio e comportano il consueto rischio di mercato. L’iniziativa, avviata nel 2025, ha già raccolto 5.000 conti entro l’estate 2026, con l’obiettivo di superare i 15.000 entro la fine dell’anno.
Il beneficio per i consumatori è la possibilità di gestire liquidità, investimenti e protezione con un unico interlocutore, riducendo la complessità burocratica. Tuttavia, è fondamentale distinguere chi è responsabile di ciascun prodotto: la banca per il conto corrente e le operazioni di pagamento, la compagnia assicurativa per la polizza e i fondi di investimento. Questa separazione influisce su garanzie, costi di gestione e modalità di reclamo.



