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Drone: cos’è, a cosa serve e come si usa

drone

Una breve guida per illustrare cos’è e come si usa il drone velivolo di grande fascino, dall'apparenza avveniristica ma dalla storia lunghissima, cominciata più di 100 anni fa.

Cos’è un drone e come si usa? Quali sono i suoi principali campi di applicazione? Chi l’ha inventato? In questa breve guida entreremo nel fantastico mondo dei droni, velivoli di grande fascino, dall’aspetto avveniristico ma dalla lunga storia, cominciata più di 100 anni fa.

Drone professionale

Il drone, conosciuto come multirotore, è una sorta di elicottero multielica radiocomandato. I modelli di droni possono variare da da 3 a 8 eliche in base alle esigenze e all’utilizzo che se ne vuol fare. Fondamentalmente, il drone è un aereo senza pilota a bordo comandato da remoto.

Drone modelli

Esistono molte tipologie di droni anche per ordini di grandezza. Vediamome alcuni, tra i più importanti e diffusi:

  • Velivoli di tipo militare, utilizzati anche in caso di conflitti
  • Oggetti di divertimento per appassionati di aereomodellismo
  • Strumenti di lavoro molto utile nel campo della fotografia e delle riprese filmate
  • Mezzi di trasporto per medicinali urgenti
  • “Corrieri volanti” per spedizioni di pacchi, come quelli recentemente sperimentati da Amazon

Drone a cosa serve

In definitiva, potremmo riassumere che una delle caratteristiche principali di un drone consiste nel sorvolare luoghi e aree molto complicate da raggiungere in altri modi.

L’assenza del pilota a bordo facilita queste operazioni che possono essere realizzate in totale sicurezza. Ecco spiegato il perché del suo successo in campo militare, dove è utilizzato sia per monitorare zone nemiche o pericolose, sia per intervenire attivamente nel conflitto.

Un’efficacia che si conferma anche quando deve intervenire per sorvolare aree soggette a situazioni meteorologiche particolari o colpite da terremoti e altri eventi catastrofici. Il campo civile dove il drone sembra aver trionfato definitivamente è quello della fotografia e ripresa aerea. L’equipaggiamento tecnologico e i sistemi sempre più sofisticati di stabilizzazione per le fotocamere di cui sono dotati i droni di ultima generazione hanno permesso un rapido sviluppo di questa pratica, ormai tra le più diffuse svolte con l’ausilio di questo strumento.

Il drone è un velivolo aereo caratterizzato dall’assenza del pilota a bordo. I suoi movimenti sono controllati da un computer a bordo, che esegue i comandi da remoto del pilota a terra.

I droni radiocomandati possono essere di diverse tipologie, a seconda del numero di eliche e di conseguenza, dei motori. Ogni elica, infatti, è dotata di un motore in grado di generarne il movimento.

  • Tricotteri
  • Quadricotteri
  • Esacotteri
  • Ottocotteri

Di solito i radiocomandi di un drone presentano due levette con con cui si gestiscono rispettivamente i controlli destra – sinistra, avanti – indietro, rotazione del drone o velocità di ascensione. Alcuni droni non sono controllati da un radiocomando ma attraverso un’app. La situazione di pilotaggio non è molto diversa. Le due levette di comando appaiono rappresentate graficamente sul display del dispositivo.

Per facilitare le operazioni di apprendimento del pilotaggio alcuni droni hanno in dotazione un simulatore. Il radiocomando viene collegato allo smartphone o a un computer, che illusta le simulazioni di volo in base ai nostri comandi. Potrebbe essere un buon modo per familiarizzare con il mezzo. Quando ci sentiamo pronti a pilotare il nostro drone (ricordandoci sempre di attenerci al regolamento ENAC per “mezzi aerei a pilotaggio remoto”) uno degli utilizzi più divertenti e soddisfacenti è di utilizzarlo per scattare foto e realizzare riprese video.

Naturalmente, il nostro drone dovrà essere dotato di una fotocamera stabilizzata, al fine di ottenere i migliori risultati. La maggior parte dei droni oggi in commercio garantiscono soluzioni tecnologiche molto evolute con videocamere che effettuano riprese a 4K.

Drone significato

Il termine drone è stato coniato quasi 100 anni fa. L’origine del nome è piuttosto curiosa: deriva dal ronzio emesso dai primi modelli che somigliava al rumore del fuco, il maschio dell’ape, che in inglese si dice drone. 100 anni fa, sì, avete letto bene! L’origine di questi oggetti volanti arriva da un tempo molto lontano. Contrariamente all’opinione comune che ritiene il drone come uno degli esempi più avanzati della tecnologia della nostra epoca, i primi tentativi di far volare un velivolo senza pilota risalgono al 1849. A pensarlo furono gli Austriaci che, volendo attaccare la città di Venezia, caricarono di esplosivo dei palloni lanciandoli da una nave. L’esito fu piuttosto comico quanto catastrofico per gli ideatori.

A causa del vento questi palloni esplosivi si riversano sulle loro stesse linee di attacco.

Un altro approccio verso la creazione del drone fu sperimentato nella I guerra mondiale con l’Aerial Target nel 1916. Nello stesso anno fu creato Hewitt – Sperry, con l’intenzione di realizzare una sorta di bomba volante comandata da una serie di giroscopi montati al suo interno. Dopo alcuni ulteriori esperimenti di aerei senza pilota nel periodo tra le due guerre, nascono gli APR.

Il successo di questo tipo di velivoli controllati mediante un autopilota si deve a Reginald Denny. Attore e cantante britannico, Reginald era un grande appassionato di aerei a controllo radio. Attraverso dimostrazioni pratiche, mise in atto un’opera di convinzione presso l’esercito statunitense circa i possibili utilizzi del suoo elicottero senza pilota in situazioni di conflitto. Denny arrivò così a produrre ben 15.000 velivoli che furono utilizzati dagli Stati Uniti durante la II guerra mondiale.

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