Curatore: significato, funzioni e tipologie

Qual è la funzione del curatore? Scopriamo chi è, di cosa si occupa e quali tipologie esistono.

Oggi ci occuperemo di una figura professionale operante nel campo sociale e amministrativo: il curatore. Poiché la sua funzione non è ben chiara e, purtroppo, conosciuta in modo improprio, in questa pagina tratteremo più in dettaglio per far luce sui vari aspetti legati a questa posizione.

In dettaglio, analizzeremo la definizione, le funzioni e le differenze esistenti con una figura simile: il tutore.

Curatore: chi è

Per prima cosa, dobbiamo avere un’immagine nitida sul curatore. Per quale motivo il curatore riveste un ruolo molto importante? Secondo l’ordinamento giuridico italiano, il curatore è un istituto finalizzato ad assistere una persona fisica o giuridica. Alla luce di questa definizione, il curatore è una persona delegata all’esecuzione di determinati compiti di assistenza, custodia, sorveglianza e amministrazione in casi di specie contemplati dalle singole leggi.

Per tale ragione, può adempiere a funzioni diverse, perché diverse sono le applicazioni della legge.

Funzioni

A seconda della legge, il curatore può svolgere funzioni diverse. L’ambito in cui si sente spesso parlare del curatore è quello fallimentare. Il fallimento, dal punto di vista economico e commerciale, è il termine utilizzato per indicare una situazione piuttosto complicata di un’impresa, che può essere individuale o società. Quando l’impresa non è più in grado di assolvere ai pagamenti entro i termini fissati dalle scadenze, l’imprenditore viene ritenuto consapevole del fallimento dell’impresa stessa.

Il curatore, in questo caso, entra in azione per aiutare l’imprenditore (o i soci, se si tratta di una società) al risarcimento ai propri creditori.

Esistono tuttavia altre casistiche in cui si parla di curatore. Ad esempio, nel ramo delle istituzioni culturali, quasi tutti i musei dispongono di un curatore che si occupi del coordinamento delle attività di musei e mostre. Allo stesso modo, le istituzioni di maggiore entità hanno una persona adibita all’organizzazione degli eventi.

O ancora, all’interno delle case editrici, ci sono figure preposte al controllo di testi e articoli, nonché alla gestione del proprio team di redattori.

Tipologie

In base alla funzione espletata, il curatore può essere di diverso genere. Come accennato poc’anzi, il curatore può occuparsi del fallimento di un’impresa. In tal caso, si parlerà di curatore fallimentare. Questa figura, come contemplato dalla legge n. 267/1942, è la persona che “ha l’amministrazione del patrimonio fallimentare e compie tutte le operazioni della procedura fallimentare sotto la vigilanza del giudice delegato e del comitato dei creditori, nell’ambito delle funzioni ad esso attribuite”.

La funzione del curatore è quella di garantire che tutti i crediti vengano recuperati in modo legale.

A causa della particolarità di questo incarico, il curatore fallimentare è una prestazione circoscritta soltanto ad alcune figure professionali. La conoscenze delle leggi e delle nozioni economico-commerciali sono un requisito necessario e indiscutibile per lo svolgimento di tale attività. E’ per questo che possono presentare domanda solo i soggetti che abbiano svolto mansioni di gestione e amministrazione di società per azioni, studi professionali e associati e, ovviamente, ragionieri commercialisti, avvocati e dottori commercialisti iscritti all’albo di riferimento.

Negli altri casi citati, come il curatore di arte o di eventi, la prassi risulta molto più semplice. Sebbene sia legata a studi umanistici, la figura del curatore d’arte o di eventi culturali non richiede particolari esperienze e può essere svolta anche da persone brillanti che abbiano grande passione per l’arte, la letteratura e i beni culturali in generale. Per chi dispone già di una laurea, è possibile iscriversi a master specifici che rilasciano il titolo di curatore di mostre.

Grazie a questo corso, il futuro curatore potrà acquisire tutte le nozioni tecniche di marketing, interior design, senza trascurare gli aspetti legati all’allestimento di mostre e esposizioni.

Curatore e Tutore: differenze

Il curatore talvolta viene confuso con un’altra figura, quella del tutore. Sebbene siano molto simili, il curatore si differenzia dal tutore per alcuni aspetti. Innanzitutto, il curatore rappresenta chi non la capacità o la possibilità di agire. In campo sociale, il curatore si occupa di colui ritenuto “inabilitato“, ovvero una persona con limitate cognizioni mentali o un minore che abbia avuto dal giudice l’autorizzazione di sposare a 16 anni. Il tutore, al contrario, rappresenta colui che risulta “incapace” di agire (nel caso di minorenni) o “interdetto” (a seguito di una condanna penale o perché infermo mentale).

La funzione del curatore e del tutore è la stessa, ovvero devono occuparsi entrambi di una persona che non riesce a gestire e amministrare i propri beni patrimoniali. La differenza è nella natura del soggetto che rappresentano. Il tutore si occupa di tutto il patrimonio dell’interdetto o dell’incapace, mentre il curatore si limita agli interessi dell’inabilitato che vanno oltre l’ordinaria amministrazione, visto che lo stesso soggetto inabilitato è in grado di occuparsene in modo autonomo.

Scritto da Roberto Spigarelli
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