Le indagini sul caso di Pietracatella continuano a riservare sorprese. Nuove ipotesi stanno emergendo riguardo al modo in cui la ricina potrebbe essere stata somministrata alle due vittime, Antonella e Sara. Secondo le ultime ricostruzioni, il veleno potrebbe essere stato introdotto dopo le loro dimissioni dall’ospedale, attraverso mezzi inaspettati come acqua e zucchero.
La ricina è una sostanza estremamente letale, e le indagini stanno cercando di capire come sia stata utilizzata in questo caso. Le autorità stanno esaminando attentamente ogni dettaglio, incluse le abitudini delle vittime e i loro movimenti dopo la dimissione dall’ospedale.
Le nuove ipotesi su acqua e zucchero
Una delle teorie più recenti riguarda l’uso di acqua e zucchero come vettori del veleno. Secondo le testimonianze raccolte, Antonella e Sara potrebbero aver bevuto tè o tisane dopo essere tornate a casa dall’ospedale. La ricina, sebbene i suoi effetti diminuiscano con il calore, potrebbe essere stata riattivata dallo zucchero aggiunto alle bevande.
Inoltre, sono state sequestrate due borracce con del liquido in casa delle vittime. Secondo le ricostruzioni, queste borracce erano utilizzate principalmente da Alice, la figlia sopravvissuta, che però non aveva l’abitudine di bere acqua dalla bottiglia. Questo ha portato gli inquirenti a ipotizzare che la ricina possa essere stata sciolta in una di queste bottiglie, utilizzate poi da Antonella e Sara.
La possibilità di una doppia somministrazione
Un’altra ipotesi che gli investigatori stanno considerando è quella di una doppia somministrazione del veleno. Secondo questa teoria, chi ha commesso il crimine potrebbe aver agito nuovamente dopo essersi reso conto di non essere riuscito nell’intento la prima volta. Questo spiegherebbe il peggioramento improvviso delle condizioni di salute delle due donne il giorno dopo le loro dimissioni dall’ospedale.
Le indagini stanno anche esaminando le conversazioni e i messaggi scambiati dai membri della famiglia Di Vita nelle settimane precedenti la morte delle due donne. Questo potrebbe aiutare a ricostruire il piano del killer e a capire il movente del crimine, che rimane ancora un mistero.
Le indagini continuano
Gli inquirenti stanno lavorando senza sosta per risolvere questo caso complesso. Ogni dettaglio, per quanto piccolo, viene esaminato con attenzione. Le autorità sperano che le nuove ipotesi su acqua e zucchero possano portare a una svolta nelle indagini e alla scoperta della verità.
Nel frattempo, la comunità di Pietracatella continua a essere scossa da questo tragico evento. Le famiglie delle vittime e i residenti attendono con ansia ulteriori aggiornamenti sulle indagini, nella speranza di trovare giustizia per Antonella e Sara.



