La scomparsa di Alisya e Sarah Di Giacinto, due sorelle di 12 e 16 anni, ha scosso la comunità di Civitella Alfedena, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo. Le ragazze sono svanite nella notte del 6 giugno dalla comunità Ofh Hopelasciando dietro di sé un mistero che le forze dell’ordine stanno cercando di risolvere.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Sulmona, si stanno concentrando su due piste principali: i tre telefoni cellulari ritrovati e le auto transitate nella zona durante la notte della scomparsa. Le autorità stanno analizzando i dispositivi nella speranza di trovare indizi che possano portare alla loro scoperta.
Le auto notturne e le accuse incrociate
Le telecamere di sorveglianza hanno registrato circa 300 auto transitate nell’area la notte della scomparsa. Questo ha portato gli investigatori a ipotizzare che le ragazze potrebbero essere state aiutate da qualcuno o che potrebbero aver lasciato la comunità volontariamente. Tuttavia, le accuse incrociate tra i residenti della comunità e le autorità stanno complicando le indagini.
Il padre delle ragazze ha denunciato la casa-famiglia, sostenendo che non sono state prese le necessarie misure di sicurezza. Le autorità, d’altra parte, stanno cercando di ricostruire gli ultimi movimenti delle ragazze attraverso le chat e le lettere ritrovate nei loro telefoni.
Le ricerche nel lago di Barrea
Le ricerche si sono estese anche al lago di Barreadove gli investigatori stanno verificando se le ragazze potrebbero essersi recate in quella zona. Le operazioni di ricerca sono ancora in corso, ma finora non ci sono state tracce delle sorelle.
La madre delle ragazze ha lanciato un appello attraverso i social media, chiedendo alle figlie di tornare a casa. “Tornate, tutto si sistema”, ha detto, sperando che le ragazze possano sentire il suo messaggio.
L’allarme ambientale nel Foggiano
Mentre le indagini continuano in Abruzzo, un altro fenomeno preoccupante sta emergendo nella provincia di Foggia. Gli ispettori ambientali della Civilis hanno rinvenuto 15 carcasse di automobili rubate, smontate e in molti casi incendiate. Le zone maggiormente colpite sono la strada Pedegarganica, la provinciale per la borgata di Mezzanone, l’area dell’ex pista di Mezzanone e il torrente Carapelle.
Il comandante Giuseppe Marasco ha lanciato un allarme per il rischio di inquinamento delle falde acquifere e dei terreni. Le carcasse, abbandonate illecitamente su terreni coltivati a grano e ortaggi, rappresentano una minaccia per l’ecosistema e l’agricoltura locale.
L’associazione Civilis ha richiesto interventi immediati per la rimozione dei veicoli e un rafforzamento delle attività di controllo nelle aree maggiormente esposte al fenomeno. La situazione è particolarmente critica nel torrente Carapelle, dove almeno una dozzina di veicoli sono stati abbandonati da circa due mesi.



