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12 Agosto 2026

Ristrutturazioni e efficientamento: cosa cambia dal 2027

Scopri quali sono i bonus ancora disponibili e come approfittarne prima della riduzione delle aliquote

Ristrutturazioni e efficientamento: cosa cambia dal 2027

Il 31 dicembre 2026 segna la fine di un periodo particolarmente favorevole per chi desidera ristrutturare, efficientare o arredare la propria abitazione. Le detrazioni fiscali attualmente in vigore, infatti, subiranno una significativa riduzione a partire dal 2027. In questo articolo, esploreremo le principali agevolazioni ancora disponibili e forniremo consigli pratici su come approfittarne prima che sia troppo tardi.

Le agevolazioni fiscali per la casa rappresentano un’opportunità importante per i proprietari di immobili che desiderano migliorare il proprio patrimonio abitativo. Tuttavia, è fondamentale agire con tempestività per non perdere i vantaggi attualmente in vigore.

Bonus ristrutturazioni: le aliquote in vigore fino a fine 2026

Il bonus ristrutturazioni permette di detrarre il 50% delle spese sostenute per interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo sulla prima casa, e il 36% sulle seconde case. Il tetto massimo di spesa è fissato a 96.000 euro per unità immobiliare. Tra gli interventi ammessi rientrano il rifacimento degli impianti, la sostituzione di pavimenti e infissi, la manutenzione delle parti comuni condominiali e il rinnovo dei bagni.

Dal 2027, le aliquote subiranno una riduzione, scendendo rispettivamente al 36% e al 30%. È quindi fondamentale avviare i lavori entro il 31 dicembre 2026 per usufruire delle aliquote attualmente in vigore.

Ecobonus: efficientamento energetico con detrazioni fino al 50%

L’ecobonus permette di detrarre il 50% delle spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica sulla prima casa e il 36% sulle seconde case. I massimali di spesa variano in base al tipo di intervento: fino a 153.846 euro per la riqualificazione energetica complessiva, 92.307 euro per interventi su involucro e pannelli solari, e 46.153 euro per la sostituzione degli impianti di climatizzazione.

È importante notare che non sono più detraibili le caldaie a combustibili fossili. Sono ammessi solo sistemi a pompa di calore o ibridi di classe energetica elevata. Inoltre, è obbligatorio inviare la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

Sismabonus: detrazioni per interventi antisismici

Il sismabonus permette di detrarre il 50% delle spese sostenute per interventi antisismici sulla prima casa e il 36% sulle seconde case, con un tetto massimo di spesa di 96.000 euro. La detrazione è ripartita in cinque anni e può essere cumulata con altre agevolazioni, purché nel rispetto dei limiti di spesa complessivi.

Anche in questo caso, è fondamentale avviare i lavori entro il 31 dicembre 2026 per usufruire delle aliquote attualmente in vigore.

Bonus mobili ed elettrodomestici: detrazioni fino a 5.000 euro

Il bonus mobili ed elettrodomestici permette di detrarre il 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata, collegati a un intervento di ristrutturazione già avviato. Il tetto massimo di spesa è fissato a 5.000 euro, valido sia per la prima che per la seconda casa.

A differenza degli altri bonus, per gli acquisti non serve il bonifico parlante: bastano carta di credito, di debito o altri pagamenti tracciabili.

Conto termico 3.0: rimborso diretto fino al 65%

Il conto termico 3.0 rappresenta un’alternativa al bonus fiscale, offrendo un rimborso diretto fino al 65% delle spese sostenute per pompe di calore, sistemi ibridi, scaldacqua e pannelli solari termici. Il rimborso sale al 100% per le pubbliche amministrazioni, le scuole e le strutture sanitarie.

La domanda deve essere presentata online sul portale Portaltermico entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

Regole comuni e limiti da rispettare

Per tutte le misure, è necessario rispettare alcune regole comuni. In particolare, è obbligatorio utilizzare il bonifico parlante con causale, codice fiscale e partita IVA dell’impresa. Inoltre, è necessario inviare le asseverazioni tecniche e i dati all’ENEA, rispettare la regolarità urbanistica dell’immobile e considerare le riduzioni per redditi oltre i 75.000 euro e i 200.000 euro.

Le detrazioni sono ripartite in 10 quote annuali, tranne per il sismabonus, che è ripartito in 5 quote annuali.

È fondamentale agire con tempestività per non perdere i vantaggi attualmente in vigore e pianificare i lavori in modo da rispettare le scadenze previste.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.