Ereditare un immobile può essere un momento delicato, soprattutto quando si tratta della prima casa. Molti credono che se l’immobile è situato tra due comuni, si perda automaticamente l’agevolazione fiscale. In realtà, non è così. Con le giuste condizioni, è possibile mantenere i benefici e evitare un aggravio di imposte per gli eredi.
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito questo punto con la risposta all’interpello n. 145 del 16 luglio 2026. Vediamo insieme come funziona e cosa è importante sapere.
Immobili tra due comuni: quando si mantiene l’agevolazione
Il caso esaminato riguarda un immobile ereditato utilizzato come un’unica abitazione, ma suddiviso in due particelle appartenenti a comuni catastali diversi. Nonostante questa situazione, è possibile ottenere l’agevolazione fiscale prevista per la prima casa, purché siano rispettate precise condizioni.
Per ottenere lo sconto fiscale, è necessario rientrare nei requisiti previsti dall’articolo 69 della legge n. 342 del 2000 e dalla Nota II-bis del Testo unico dell’imposta di registro. La normativa prevede che l’immobile costituisca un’unica abitazione, priva di autonomia funzionale e reddituale nelle sue diverse porzioni, e che gli eredi possiedano tutti i requisiti ordinariamente richiesti per la prima casa.
L’unione di fatto ai fini fiscali
Uno degli aspetti più particolari di questa vicenda è l’unione di fatto ai fini fiscali. Come già chiarito dalla circolare n. 27/E del 2016 e richiamato anche nella risposta a interpello n. 155 del 2026, le due particelle possono essere considerate un unico immobile ai soli fini fiscali, pur restando distinte in Catasto.
Per le pertinenze vale lo stesso principio. L’Agenzia delle Entrate conferma che il criterio si applica anche a una pertinenza di categoria C/6 compresa nella successione, nei limiti previsti dalla disciplina e dalla circolare n. 38/E del 2005.
Come presentare la dichiarazione di successione
Considerata la particolarità del caso, la dichiarazione di successione può essere presentata in formato cartaceo utilizzando il Modello 4 così da indicare correttamente entrambe le particelle catastali. Successivamente, dovrà essere richiesta la voltura catastale secondo le modalità previste dalla normativa.
Con le giuste condizioni e una corretta presentazione della dichiarazione di successione, è possibile mantenere i benefici e evitare un aggravio di imposte.


