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8 Luglio 2026

La Commissione adotta la Livestock Strategy: stop alle gabbie e mobilitazioni a Roma

La Commissione europea presenta la Livestock Strategy con impegni per eliminare le gabbie in allevamento e finanziare la transizione; in Italia le associazioni tornano a mobilitarsi e a Roma un cavallo delle botticelle collassa, riaprendo il dibattito sulla trazione animale

La Commissione adotta la Livestock Strategy: stop alle gabbie e mobilitazioni a Roma

La Commissione europea ha adottato la cosiddetta Livestock Strategy un insieme di misure pensate per rendere il settore zootecnico più resiliente, competitivo e sostenibile. Il documento inserisce il benessere animale tra le priorità e preannuncia modifiche normative mirate a eliminare progressivamente l’uso delle gabbie in alcune filiere e a proibire pratiche come l’uccisione sistematica dei pulcini maschi.

Nel frattempo, in Italia le associazioni della coalizione che ha promosso l’iniziativa popolare per mettere fine alle gabbie si sono mobilitate nuovamente per sollecitare l’azione dell’esecutivo europeo. A Roma la protesta è stata accompagnata da un episodio che ha riacceso l’attenzione pubblica: il collasso di un cavallo impegnato a trainare una botticella, evento che rilancia la discussione sulle carrozze turistiche nella Capitale.

Contenuti concreti della Livestock Strategy e tempistiche annunciate

La strategia definisce una visione a lungo termine per il settore zootecnico e prevede interventi normativi e finanziari. Tra gli impegni espliciti c’è la volontà di presentare una proposta per aggiornare le norme sul benessere degli ovipari e dei polli da carne entro la fine del 2026, seguita da una proposta dedicata al benessere dei suini nel 2027. Queste misure includono requisiti che dovrebbero valere anche per i prodotti importati nell’UE, con l’obiettivo di garantire condizioni di parità per gli allevatori europei e rispondere alle aspettative etiche dei cittadini.

Misure di transizione e innovazione

Il testo sottolinea la necessità di accompagnare il passaggio verso sistemi senza gabbie con adeguati periodi di transizione e supporto economico. Sono previste forme di finanziamento per tecnologie che migliorino il benessere degli animali come metodi alternativi alla pratica dell’eliminazione dei pulcini maschi e sistemi di monitoraggio degli indicatori di risultato sul benessere. L’obiettivo dichiarato è proteggere la sicurezza alimentare, sostenere le comunità rurali e incentivare investimenti a lungo termine nella zootecnia europea.

Mobilitazione delle associazioni e riscontro pubblico

La strategia equivale a una nuova tappa in un percorso iniziato con l’Iniziativa dei cittadini europei che chiedeva la fine dell’allevamento in gabbia. Le organizzazioni della società civile hanno risposto con proteste e azioni simboliche, consegnando richieste formali alle rappresentanze istituzionali e chiedendo tempistiche chiare per l’estensione del divieto a tutte le specie allevate in gabbia. Le associazioni ricordano che l’impegno iniziale riguardava l’eliminazione generalizzata e non limitata a poche specie, sollecitando l’adozione rapida di norme aggiornate e coerenti con pareri scientifici che hanno criticato l’uso prolungato delle gabbie.

Numeri e sostegno

La mobilitazione che ha dato slancio all’iniziativa aveva raccolto oltre un milione di firme certificate a livello europeo, con molte decine di migliaia in Italia. Alle proteste si affiancano i risultati di consultazioni pubbliche e pareri scientifici che mostrano un forte consenso sociale sul miglioramento delle condizioni di allevamento e un supporto, seppur parziale, anche da parte di porzioni dell’industria per eliminare le gabbie in certe filiere.

Il caso del cavallo delle botticelle a Roma e le richieste di cambiamento

Nel centro di Roma un cavallo impiegato per trainare una botticella è collassato sull’asfalto durante una giornata calda, immagini che hanno rapidamente suscitato indignazione e riaperto il dibattito sulla trazione animale nella città. L’episodio ha portato a richieste politiche per accelerare il superamento del servizio tradizionale, mentre altri osservatori hanno invocato prudenza in attesa degli accertamenti sulle cause precise del crollo.

La Garante comunale per il benessere degli animali ha ribadito che la Capitale non è più compatibile con la presenza diffusa di carrozze trainate da cavalli e ha rilanciato la proposta di riconvertire le licenze dei vetturini verso soluzioni alternative, come veicoli elettrici. Parallelamente, forze politiche e rappresentanti istituzionali hanno ricordato l’esistenza di atti consiliari e mozioni finalizzate a individuare percorsi di transizione che tutelino sia gli animali sia i lavoratori del settore.

La combinazione tra l’avanzamento della Livestock Strategy a livello UE e le pressioni locali dovute a episodi come quello romano mostra come la questione del benessere animale stia diventando sempre più centrale nella politica pubblica, richiedendo interventi coordinati che uniscano norme, sostegno economico e percorsi di riconversione professionale.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.