Il recente annuncio del Piano Casa da parte del Comune di Salerno ha riacceso i riflettori su una questione cruciale: il diritto all’abitare. La Cisl Salerno attraverso la sua segretaria generale Marilina Cortazzi, ha sottolineato l’importanza di affrontare questa tematica in modo integrato, collegando abitare, welfare, servizi, mobilità e sviluppo.
La casa non è solo un bene immobiliare, ma un elemento fondamentale per la qualità della vita delle persone. Per Cortazzi, il Piano Casa deve essere inserito in una strategia più ampia che tenga conto delle esigenze delle famiglie, dei giovani, degli anziani e di chi lavora o studia nella città.
Recupero del patrimonio esistente: una priorità
Tra le proposte avanzate dal Comune, la Cisl Salerno guarda con particolare interesse al recupero del patrimonio esistente e alla possibilità di destinare volumetrie non realizzate a housing sociale alloggi per studenti, residenze per anziani e strutture sociosanitarie.
“È importante che la pianificazione urbana non venga misurata soltanto sulla quantità di nuove volumetrie, ma sulla capacità di produrre risposte concrete”, sottolinea Cortazzi. Housing sociale, co-housing, residenze per studenti e anziani possono diventare strumenti di inclusione se vengono inseriti in una rete di servizi e di welfare di prossimità.
Valorizzare gli immobili pubblici inutilizzati
La Cisl Salerno propone una ricognizione complessiva delle strutture comunali dismesse o non più utilizzate per la loro funzione originaria, compresi i plessi scolastici di proprietà comunale che non svolgono più attività didattica.
“Prima di immaginare nuove trasformazioni del territorio, dobbiamo sapere esattamente quali beni pubblici abbiamo a disposizione e quali possibilità di recupero offrono”, afferma Cortazzi. Anche gli edifici scolastici comunali non più utilizzati meritano una valutazione seria, tecnica ed economica, per capire se possano essere rifunzionalizzati per finalità abitative, sociali o di servizio.
Una proposta integrata
La proposta si inserisce nella piattaforma degli otto punti programmatici che la Cisl Salerno aveva presentato ai candidati a sindaco, nella quale il diritto all’abitare era collegato a welfare, politiche giovanili, lavoro, rigenerazione urbana, ambiente, mobilità, sicurezza e legalità.
“Questi temi non possono essere affrontati separatamente”, spiega Cortazzi. Un alloggio accessibile ha bisogno di servizi, una residenza per anziani deve dialogare con il welfare territoriale, gli alloggi per studenti possono rafforzare l’attrattività della città e contribuire a trattenere i giovani. Allo stesso modo, recuperare un edificio pubblico può significare rigenerare un intero pezzo di quartiere.
Una politica della casa sostenibile
La domanda abitativa a Salerno interessa una platea ampia e diversificata: giovani, studenti, anziani, famiglie, lavoratori e persone che incontrano difficoltà a sostenere i costi del mercato immobiliare. Da qui la necessità di una politica capace di coniugare accessibilità economica, qualità dell’abitare e servizi.
“La priorità deve seguire una sequenza precisa: recuperare l’esistente, valorizzare il patrimonio pubblico, rigenerare i quartieri e orientare le nuove trasformazioni sulla base di fabbisogni realmente individuati”, conclude Cortazzi. È questa, a nostro avviso, la strada per una politica della casa che sia sostenibile e realmente utile alla città.



