Nel panorama delle vendite online di abbigliamento, l’Italia si distingue come uno dei Paesi più virtuosi in Europa. Mentre in alcuni mercati i resi raggiungono picchi del 50%, il nostro Paese mantiene una percentuale contenuta del 15%, posizionandosi ben al di sotto della media europea.
La Germania, invece, detiene la maglia nera con un tasso di reso del 59%, evidenziando una differenza significativa rispetto agli altri Paesi. Questo scenario è emerso dal progetto di ricerca Returns@Yocabe condotto dal team Data Science di Yocabe e dal gruppo di ricerca Intelligent Information Mining delle università UnitelmaSapienza e Sapienza Università di Roma.
I dati del fenomeno dei resi online
La ricerca ha analizzato il fenomeno dei resi sui canali e-commerce, evidenziando che i vestiti che tornano più indietro sono quelli da donna. Un fattore determinante è il costo: più un capo è di lusso, più spesso viene rispedito al mittente.
Nonostante per il consumatore il costo del reso sia spesso invisibile, esso esiste e impatta su vari livelli. Per chi vende, per chi compra e per l’ambiente, i costi diretti e indiretti dei resi pesano in modo significativo sui brand. Il costo varia da un minimo di 4 euro fino a superare i 20 euro per i prodotti di fascia premium.
L’impatto economico dei resi
Secondo la ricerca, il costo reale dei resi può rappresentare il 20-30% del margine operativo di un’azienda. Vito Perrone, fondatore e CEO di Yocabe, sottolinea che ridurre il tasso di reso anche solo del 3-5% genera impatti diretti sulla redditività, senza investimenti in nuovi canali.
Nel settore del fashion online, i resi sono parte strutturale del modello di business. L’obiettivo non è portarli a zero, ma portare ogni mercato e ogni categoria verso il proprio benchmark di eccellenza, misurare continuamente e trasformare ogni reso in un’opportunità di apprendimento.
La geografia dei resi in Europa
La Germania si conferma in testa alla classifica dei resi con una percentuale del 59%, mentre l’Italia si posiziona all’ultimo posto con un tasso del 14,7%. Quasi tutti i Paesi nel 2026 hanno registrato un return rate più alto rispetto al 2026, con un aumento medio del 7,7 punti percentuali.
Questo scenario si inserisce in un contesto più ampio di crescita delle vendite online, con un aumento del 0,7% nel volume delle vendite al dettaglio nei primi cinque mesi del 2026, nonostante l’inflazione continui a pesare sui bilanci familiari.
L’Italia, con la sua percentuale contenuta di resi, rappresenta un modello di efficienza e sostenibilità nel settore dell’e-commerce di abbigliamento, offrendo spunti di riflessione per altri mercati europei.


