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11 Luglio 2026

Animali imbalsamati a Cremona: il processo per detenzione illecita

Un collezionista di Cremona è finito sotto processo per la detenzione di 160 animali imbalsamati, tra cui specie protette. Scopri i dettagli del caso.

Animali imbalsamati a Cremona: il processo per detenzione illecita

Un collezionista di Cremona è finito al centro di un processo per la detenzione di 160 animali imbalsamati, tra cui specie protette e cacciabili. La vicenda, emersa durante le perquisizioni domiciliari, ha portato alla luce una collezione di esemplari rari, tra cui civette, alligatori, rettili e piccoli mammiferi. Gli inquirenti sospettano che parte di questi esemplari fosse destinata alla commercializzazione illegale.

Il giudice ha rinviato la sentenza, richiedendo ulteriori delucidazioni tecniche. La difesa, rappresentata dagli avvocati Christine Faticati e Barbara Pedrazzani, sostiene che il collezionista abbia agito nel rispetto delle normative vigenti, presentando tutta la documentazione necessaria. La vicenda si intreccia con un precedente processo del 2012, nel quale l’imputato era stato assolto.

La collezione e le accuse

Durante le perquisizioni, gli uomini dell’Arma hanno rinvenuto 178 capi ancora da imbalsamare, di cui 154 destinati alla vendita. La procura accusa l’uomo di commercio illecito e detenzione di fauna selvatica in violazione della legge. Secondo gli inquirenti, molti degli esemplari sarebbero stati detenuti senza la necessaria documentazione di tracciabilità.

La difesa, tuttavia, sostiene che molti degli animali non siano protetti e siano cacciabili ai sensi dell’articolo 18 della legge sulla caccia. Inoltre, gli avvocati hanno presentato tutta la documentazione richiesta, incluse le autorizzazioni per gli esemplari acquisiti successivamente alla legge del 1992.

Il ruolo del collezionista

L’imputato si definisce un collezionista non un imbalsamatore. Durante le perquisizioni, non è stata trovata alcuna strumentazione per la tassidermia. Gli esemplari, secondo la difesa, erano stati imbalsamati da professionisti. L’uomo aveva seguito un corso di tassidermia per raggiungere il numero minimo di partecipanti, ma non aveva mai praticato personalmente l’imbalsamazione.

La difesa ha anche sottolineato che le vendite effettuate in Germania riguardavano esemplari non protetti e cacciabili, con regolare atto di vendita. Inoltre, è stata comminata una sanzione amministrativa di 30mila euro, contro la quale i legali hanno fatto ricorso.

Il rinvio del giudice

Il giudice ha deciso di rinviare la sentenza, richiedendo il parere di un esperto che sarà sentito a novembre. La materia si è rivelata troppo tecnica, e il fascicolo relativo al caso è un vero e proprio faldone, con documentazione per ogni singolo esemplare.

La vicenda, complessa e articolata, vede contrapposti gli inquirenti, che sospettano attività illecite, e la difesa, che sostiene la legittimità della collezione. La sentenza finale metterà la parola fine a questa intricata vicenda giudiziaria.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.