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11 Settembre 2026

Agrigento: diniego per la sanatoria della casa del vicesindaco Crosta

La Soprintendenza ai beni culturali di Agrigento ha respinto la richiesta di sanatoria per la casa del vicesindaco Giovanni Crosta a Zingarello per carenza di documentazione.

Agrigento: diniego per la sanatoria della casa del vicesindaco Crosta

La vicenda della casa del vicesindaco di Agrigento Giovanni Crosta a Zingarello ha preso una nuova svolta. La Soprintendenza ai beni culturali ha respinto la richiesta di sanatoria presentata dalla famiglia Crosta, motivando il diniego con la carenza di documentazione fornita.

L’immobile, situato in un’area sottoposta a vincoli paesaggistici per la vicinanza alla costa, è al centro di un acceso dibattito politico. La richiesta di sanatoria, presentata nel 2011, è stata ritenuta incompleta dalla Soprintendenza, che ha richiesto ulteriori documenti per valutare la compatibilità paesaggistica.

La documentazione insufficiente

La Soprintendenza ha spiegato che la documentazione fornita era insufficiente per procedere alla valutazione. La richiesta includeva solo alcuni stralci planimetrici catastali ed aerofotogrammetrici, oltre a fotocopie delle planimetrie dell’edificio. Mancavano, invece, una relazione descrittiva dell’abuso un progetto architettonico l’epoca di costruzione e la copia integrale dell’istanza di sanatoria depositata al comune.

Il diniego è arrivato dopo 15 anni di silenzio in un momento in cui il dibattito politico ad Agrigento è particolarmente acceso. Il sindaco Michele Sodano e il deputato Ismaele La Vardera si sono incontrati in una località riservata per discutere del futuro di Crosta. La posizione del partito è chiara: il vicesindaco dovrebbe fare un passo indietro, mentre Sodano ha finora scelto di mantenerlo in giunta.

Le possibili conseguenze legali

Dopo il diniego della Soprintendenza, la famiglia Crosta potrebbe impugnare il provvedimento davanti al Tribunale amministrativo regionale. Tuttavia, un eventuale ricorso potrebbe aprire un ulteriore fronte rispetto alla permanenza di Crosta nell’amministrazione comunale.

Secondo l’articolo 63, comma 1, numero 4 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL) chi ha una lite pendente contro il comune non può ricoprire cariche di sindaco, presidente, consigliere o assessore. Questo potrebbe mettere Crosta in una situazione delicata, soprattutto se il ricorso dovesse essere presentato contro un diniego del Comune.

La revoca della delega alla Polizia municipale

Intanto, il sindaco Michele Sodano ha revocato la delega alla Polizia municipale a Giovanni Crosta. La decisione è stata presa di concerto con Crosta e potrebbe rappresentare un tentativo di mediazione con il leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera. Tuttavia, La Vardera aveva chiesto l’allontanamento totale di Crosta dalla giunta.

Il deputato regionale ha criticato duramente Crosta, sostenendo che la casa non era del tutto disabitata e che sono stati effettuati lavori recenti. La Vardera ha anche espulso Crosta dal movimento con un video sui social, invitando Sodano a revocare l’incarico di assessore.

Sodano, dal canto suo, ha avviato controlli sulla presunta attività edilizia effettuata recentemente sull’immobile di cui Crosta è comproprietario con la sorella. La delega alla Polizia municipale è stata assegnata a un altro assessore, Dario Cipolla. Il sindaco ha sottolineato che l’amministrazione è caratterizzata da linearità e trasparenza.

Il Partito Democratico di Agrigento ha espresso preoccupazione per le tensioni interne a Controcorrente, mentre Cateno De Luca ha difeso Sodano, criticando La Vardera per il suo comportamento.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.