Il Comune di Belluno, insieme alla Regione del Veneto e ad Ater Belluno ha disposto la destinazione di due alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp) all’accoglienza di donne vittime di violenza. L’iniziativa, promossa nell’ambito del progetto sociale “Un rifugio rosa nelle Dolomiti” è pensata per offrire non solo un’abitazione protetta ma anche un percorso integrato di supporto per la ricostruzione della vita personale, familiare, sociale ed economica.
La delibera che adotta l’accordo di programma è stata approvata in giunta su proposta dell’assessore regionale al Sociale e all’Abitare Paola Roma, e formalizza la cooperazione tra istituzioni e terzo settore per mettere a rete competenze e servizi dedicati alle donne in uscita da situazioni di violenza. Tra gli obiettivi principali c’è il passaggio dalla tutela immediata a un progetto di autonomia sostenibile.
Destinatari e funzione degli alloggi Erp a Belluno
Gli appartamenti saranno riservati a donne che subiscono o hanno subito violenza fisica, psicologica o economica incluse quelle minacciate, e potranno accogliere anche i loro figli. Lo spazio abitativo è concepito come primo luogo sicuro dal quale avviare un percorso di rinascita: garantire un’abitazione dignitosa è considerato un elemento fondamentale per interrompere dinamiche di controllo e abuso e per dare alla persona la tranquillità necessaria a intraprendere scelte di lungo termine.
Accoglienza e protezione immediata
In fase iniziale gli alloggi offriranno un ambiente protetto in cui tutelare l’incolumità fisica e psicologica delle donne e dei minori. La presenza di una rete tra ComuneAter e operatori del terzo settore assicura procedure condivise per l’accesso e la gestione degli spazi, oltre a canali di supporto per segnalazioni e interventi urgenti.
Percorsi di accompagnamento verso l’autonomia
Oltre alla componente abitativa, il progetto prevede un percorso multidimensionale di accompagnamento: interventi di sostegno psicologico, orientamento ai servizi territoriali e misure rivolte al reinserimento lavorativo. L’intenzione è integrare politiche abitative e politiche sociali per rimuovere quegli ostacoli pratici che impediscono la ripartenza, a cominciare dalla difficoltà di trovare una casa sicura e dignitosa.
Orientamento ai servizi e inserimento lavorativo
Un’attenzione specifica sarà dedicata all’accompagnamento nella ricerca di un’occupazione e all’orientamento verso le risorse locali: sportelli per l’impiego, formazione professionale e reti di supporto economico. Questi interventi mirano a costruire condizioni concrete per l’autonomia economica elemento ritenuto essenziale per evitare il rischio di ritorno in relazioni violente.
Durata del progetto e prospettive operative
Il programma è previsto per una durata quadriennale, con la possibilità di rinnovo alla scadenza, e rappresenta un tassello nella rete territoriale di sostegno alle donne vittime di violenza. L’accordo formalizza ruoli e responsabilità: la Regione promuove e coordina l’iniziativa, il Comune di Belluno gestisce gli aspetti operativi locali e Ater Belluno mette a disposizione gli alloggi Erp coinvolti. Il coinvolgimento delle associazioni del territorio garantisce inoltre servizi di prossimità e competenze specifiche dedicate alle vittime.
Questa iniziativa è stata deliberata in giunta il giorno giovedì 20 agosto e segna l’avvio di un intervento che abbina tutela immediata e progettualità a medio termine per restituire alle donne strumenti concreti di autonomia e ricostruzione personale.
La scelta di integrare politiche abitative e sociali intende dare una risposta strutturata a una delle fragilità più complesse: non solo proteggere chi subisce violenza, ma anche creare le condizioni perché possa tornare a essere protagonista della propria vita, attraverso accoglienza supporto e percorsi verso l’indipendenza.
