Le aree interne dell’Abruzzo stanno vivendo un momento di grande difficoltà, con un progressivo spopolamento che minaccia la sopravvivenza stessa di molti borghi. Di fronte a questa emergenza, il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, ha presentato un piano ambizioso per rivitalizzare l’entroterra regionale. La proposta, che combina misure economiche e normative, mira a creare nuove opportunità per le comunità locali e a frenare l’emigrazione dei giovani.
Il piano di Di Pangrazio si articola in due principali interventi: l’istituzione di uno Statuto speciale per le zone interne e la creazione di una Zona ad Economia Fragile (ZEF) a livello regionale. Questi strumenti, se approvati, potrebbero rappresentare una svolta per l’Abruzzo interno, offrendo nuove prospettive di sviluppo e benessere.
Lo Statuto speciale per le aree interne
Lo Statuto speciale non ha l’obiettivo di creare autonomie istituzionali, ma di garantire pari opportunità a tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro collocazione geografica. Di Pangrazio ha sottolineato che ogni abitante deve poter scegliere liberamente di vivere nelle aree interne senza subire svantaggi. Questo strumento normativo mira a ridefinire il rapporto tra istituzioni e territori marginali, troppo spesso penalizzati da un deficit infrastrutturale e dalla riduzione dei servizi essenziali.
La proposta è stata discussa con diversi sindaci dei Comuni interni, che hanno mostrato interesse per un percorso di questo tipo. Lo Statuto speciale potrebbe rappresentare un punto di partenza per un regime differenziato di politiche pubbliche, capace di rendere i borghi abruzzesi nuovamente attrattivi per famiglie, giovani e imprese.
La Zona ad Economia Fragile (ZEF) e le agevolazioni per le imprese
Accanto allo Statuto speciale, la seconda colonna portante del progetto è rappresentata dalla Zona ad Economia Fragile (ZEF) regionale. Questo strumento, mutuato dall’impianto strategico delle Zone Economiche Speciali (ZES) andrebbe a delimitare un’area ad alta vulnerabilità socio-economica all’interno del territorio abruzzese. Nelle aree ZEF, le imprese potrebbero beneficiare di agevolazioni fiscali e di una semplificazione burocratica rispetto alle zone costiere o maggiormente sviluppate della regione.
Per incentivare gli investimenti, il Comune di Avezzano ha previsto un articolato pacchetto di incentivi economici e amministrativi. Tra le misure più significative figurano l’esenzione totale dell’IRAP per i primi 5 anni di attività, con un’aliquota ridotta per i successivi cinque anni, e un credito d’imposta fino al 60% per gli investimenti in beni strumentali nuovi. Inoltre, è prevista la semplificazione amministrativa tramite uno Sportello Unico ZEF per l’evasione rapida e centralizzata delle pratiche.
Altre misure includono l’iper-ammortamento cumulabile con gli incentivi nazionali fino al 100% del costo netto dell’investimento e la veicolazione prioritaria dei fondi del PNRR destinati alla transizione digitale e alla connettività dei borghi montani. Questi interventi mirano a creare nuove opportunità di lavoro e a trattenere i giovani nel territorio, evitando che siano costretti a cercare fortuna altrove.
Il futuro del piano di Di Pangrazio
La proposta del sindaco di Avezzano è ora sul tavolo della Regione Abruzzo e delle forze politiche territoriali per l’avvio del confronto istituzionale. Se approvato, il piano potrebbe rappresentare un modello innovativo per la rivitalizzazione delle aree interne non solo in Abruzzo, ma in tutta Italia. Le misure previste, se attuate con determinazione, potrebbero invertire la tendenza allo spopolamento e restituire centralità economica e sociale alle comunità dell’entroterra.



