Domani più di sessantamila runner partiranno dal Ponte di Verrazzano per affrontare i 42 chilometri della Maratona di New York. Oltre alla sfida sportiva, la gara rappresenta un palcoscenico privilegiato per una competizione di mercato tra i due giganti del running: Adidas e Nike. Entrambe le case presentano le loro super-scarpe, calzature ultra-leggere dal prezzo di 500 €, progettate per abbattere il “muro delle due ore” e per conquistare i podi delle Majors.
Il contesto competitivo: record, partecipanti e dominio di Adidas
Nel 2026 le sei maratone più importanti – Tokyo, Boston, Londra, Sydney, Berlino e Chicago – hanno registrato otto vittorie per Adidas, contro sole due per Nike. Questo trend si riflette già nella classifica maschile di New York: il campione uscente, Benson Kipruto, affianca da cinque anni Adidas, avendo conquistato un tempo di 2h02’16”. Il suo percorso include podi a Boston, Chicago e Tokyo, oltre al bronzo olimpico di Parigi. La data indicava, inoltre, 240.000 richieste di iscrizione per l’edizione di quest’anno, un chiaro segnale della crescita del fenomeno.
Adidas lancia l’Adizero Adios Pro Eva 3: leggerezza estrema
L’attuale punta di diamante di Adidas è l’Adizero Adios Pro Eva 3, venduta a circa 500 €. Una tomaia in mesh ultraleggero e una suola con altezze di 39 mm al tallone e 35 mm all’avampiede consentono di mantenere il peso totale al di sotto dei 97 g nella misura 42 – una riduzione del 30 % rispetto alla versione precedente. La scarpa ha già scritto pagine di storia: indossata da Sabastain Sawe, è stata la calzatura con cui è stato infranto il muro delle due ore (1h59’30”) a Londra il 26 aprile.
Caratteristiche tecniche e limitazioni d’uso
L’Eva 3 impiega una suola di gomma estremamente sottile, una soletta in fibra di carbonio a “U” che percorre solo il perimetro e una schiuma ultra-leggera. L’effetto è una risposta elastica eccezionale, ma la durata è limitata: l’usura diventa significativa dopo 80-160 km, a seconda del peso dell’atleta. Per questo modello è consigliato un utilizzo mirato, meglio se l’obiettivo è un tempo inferiore alle tre ore per i marathonisti di elite.
Nike risponde con le Apex: evoluzione delle Vaporfly
Da parte di Nike, la risposta è la nuova Apex, evoluzione della celebre linea Alphafly. Con un prezzo di circa 380 €, la modello è destinata al corridore americano Connor Mantz, primatista con un tempo di 2h04’43”. La Apex mantiene la struttura a “plate” in carbonio ma ottimizza l’intersuola con una schiuma più stabile, mantenendo un “effetto spinta” comparabile alle Vaporfly che hanno dominato il panorama 2019-2022.
Performance e posizionamento di mercato
Nonostante le difficoltà economiche generali, la divisione running di Nike registra una crescita a doppia cifra. Alle maratone di Chicago, le Apex sono state scelte da sei dei primi dieci uomini e da tre delle prime cinque donne, dimostrando una penetrazione rapida sul mercato. Parallelamente, marchi emergenti come On (Svizzera) stanno guadagnando quota, soprattutto in Europa, con testimonial quali Yeman Crippa.
Il business delle super-scarpe: numeri e prospettive
Il boom delle maratone si traduce in un aumento esponenziale delle vendite di running shoes. Adidas ha comunicato un incremento del 19 % nei ricavi del comparto, passando da una ventina di dipendenti a oltre cento nel corso di pochi anni. Il prezzo medio di 500 € per le super-scarpe è sostenuto da una clientela disposta a investire più di 100 % del valore di una scarpa tradizionale per ottenere vantaggi di efficienza biomeccanica. A livello globale, le iscrizioni alle maratone stanno superando i 100.000 partecipanti per evento, con Londra che nel 2027 prevede due giornate di gara per gestire la domanda.
La Maratona di New York non è solo una prova sportiva, ma un vero e proprio laboratorio di innovazione dove Nike e Adidas competono per definire il futuro della corsa d’élite, spingendo costantemente i limiti di peso, materiale e performance.



