Una serata estiva si è trasformata in un incubo per la famiglia Tengattini. Michela, 34 anni, impiegata e madre di una bambina di tre anni, stava tornando a casa in bicicletta quando un’auto l’ha travolta in pieno. L’incidente, avvenuto il 24 luglio ad Adro, in provincia di Brescia, ha spezzato la vita di una giovane donna e lasciato una famiglia in lutto.
Michela era in compagnia del compagno e della figlia quando è stata investita da una Volkswagen Golf guidata da un 52enne. Il conducente, risultato positivo alla cocaina ha cambiato la vita di molte persone con un solo gesto. La piccola, fortunatamente, era nel seggiolino con il padre e non ha riportato ferite.
L’incidente che ha sconvolto Adro
Quel 24 luglio, Michela stava pedalando lungo una strada di Adro quando è stata travolta alle spalle dall’auto. Il trauma cranico riportato era così grave che è stata subito trasportata in ospedale dove è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico. Le sue condizioni erano disperate fin dall’inizio, e i medici hanno deciso di indurla in coma farmacologico per tentare di salvarla.
Per 12 giorni, Michela ha lottato tra la vita e la morte, ma il 6 agosto il suo cuore ha smesso di battere. La notizia della sua morte ha scosso non solo la famiglia, ma anche tutta la comunità di Capriolo, dove viveva con il compagno e la figlia. Michela era figlia unica e aveva una relazione di 10 anni con Lorenzo, dalla quale era nata la loro bambina nel 2026.
La posizione dell’automobilista
L’uomo che ha causato l’incidente, un 52enne residente a Castelli Calepio, in provincia di Bergamo, è stato subito sottoposto ai test per alcol e sostanze stupefacenti. Il risultato positivo alla cocaina ha aggravato la sua posizione. Inizialmente denunciato per lesioni stradali gravissime ora è accusato di omicidio stradale aggravato.
La famiglia di Michela ha dovuto affrontare un dolore immenso, reso ancora più insopportabile dalla consapevolezza che l’incidente avrebbe potuto essere evitato. La giovane donna era una grande appassionata di musica e aveva avuto l’onore di incontrare Francesco Guccini nel 2012, un incontro che aveva segnato la sua vita. Ironia della sorte, è morta nelle stesse ore del cantautore.
Un lutto che unisce una comunità
I funerali di Michela si sono tenuti sabato 8 agosto nella chiesa Prepositurale di Capriolo. La comunità si è stretta intorno alla famiglia, condividendo il dolore per la perdita di una persona così amata. La sua morte ha lasciato un vuoto incolmabile, ma il ricordo di Michela rimarrà vivo nei cuori di chi l’ha conosciuta.
Questo tragico evento ha riacceso il dibattito sull’importanza della sicurezza stradale e sui pericoli della guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. La storia di Michela Tengattini è un monito per tutti, un ricordo di quanto la vita possa essere fragile e di quanto sia importante rispettare le regole per proteggere se stessi e gli altri.


