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29 Luglio 2026

Eventi meteo estremi in Calabria: dati allarmanti dal 2010 al 2026

La Calabria è tra le regioni italiane più colpite dagli eventi meteo estremi, con 104 episodi registrati dal 2010. Scopri i dettagli e le conseguenze.

Eventi meteo estremi in Calabria: dati allarmanti dal 2010 al 2026

La Calabria si conferma tra le regioni italiane più esposte agli effetti del cambiamento climatico. Con 104 eventi meteo estremi registrati dal 2010, la regione occupa il terzo posto nella classifica nazionale, preceduta solo da Sicilia e Puglia. Questo dato allarmante emerge dal rapporto “Spiagge. Gli impatti degli eventi meteo estremi e la gestione delle aree costiere italiane”, realizzato da Legambiente in collaborazione con l’Osservatorio Città Clima.

Gli eventi estremi, che includono allagamentimareggiate e trombe d’aria hanno colpito in modo particolare le città di Lamezia Terme e Reggio Calabria. La prima ha registrato 15 eventi, principalmente legati a piogge intense, mentre la seconda ha subito 12 episodi, con danni significativi alle infrastrutture urbane.

Lamezia Terme e Reggio Calabria: le città più colpite

Lamezia Terme è stata colpita da 15 eventi meteo estremi, principalmente allagamenti causati da piogge intense. Reggio Calabria, invece, ha subito 12 episodi, con danni alle infrastrutture e alle strade. Questi dati evidenziano la necessità di interventi urgenti per mitigare gli effetti del cambiamento climatico e proteggere le aree costiere.

Il rapporto di Legambiente sottolinea come la Calabria sia una delle regioni più vulnerabili d’Italia. “I dati relativi agli eventi meteo estremi confermano la necessità di mettere in campo, lungo le coste calabresi, azioni incisive e urgenti di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici”, ha dichiarato Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria.

Erosione costiera: un problema crescente

Oltre agli eventi meteo estremi, la Calabria deve affrontare anche il problema dell’erosione costiera. Secondo i dati ISPRA citati nel rapporto, su circa 613 chilometri di costa bassa calabrese, il 26,2% è interessato da fenomeni erosivi. Questo rappresenta una minaccia significativa per gli ecosistemi marini e costieri, nonché per le attività economiche legate al turismo.

“Una condizione che rende ancora più urgente una strategia di adattamento capace di coniugare tutela degli ecosistemi, sicurezza del territorio e valorizzazione del patrimonio costiero”, afferma Legambiente. La perdita di spiagge e la degradazione degli ecosistemi marini sono problemi che richiedono interventi immediati e mirati.

Le proposte di Legambiente per un futuro sostenibile

Di fronte all’assenza di un piano nazionale specifico per la tutela e l’adattamento delle coste, Legambiente ha avanzato sei richieste prioritarie al governo. Tra queste, la definizione di un Piano Nazionale per l’adattamento delle coste alla crisi climatica lo sblocco e lo stanziamento delle risorse per il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC), e l’approvazione rapida di una legge contro il consumo di suolo.

“In Italia occorre evitare che i bandi si traducano nella semplice sostituzione dei gestori”, sottolinea Sebastiano Venneri, responsabile turismo di Legambiente. “Serve una pianificazione condivisa che metta al centro la sostenibilità ambientale e la qualità dei progetti.”

Le proposte di Legambiente mirano a garantire la tutela degli ecosistemi marini e costieri, la sicurezza del territorio e la valorizzazione del patrimonio costiero. Interventi urgenti e incisivi sono necessari per affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico e proteggere le coste calabresi.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.