Ogni anno, molti contribuenti italiani pagano più tasse del necessario semplicemente perché non conoscono tutte le detrazioni fiscali a cui hanno diritto. Con l’avvio della stagione del modello 730/2026 relativo ai redditi del 2026, è il momento perfetto per scoprire come recuperare ogni euro possibile.
Le detrazioni fiscali possono fare una grande differenza nel tuo portafoglio, ma spesso vengono trascurate o dimenticate. In questo articolo, esploreremo le detrazioni meno conosciute che potrebbero aiutarti a ridurre significativamente il tuo carico fiscale.
Detrazioni sulla casa: cosa molti non sanno
Il capitolo della casa è probabilmente quello con il maggior numero di voci dimenticate, complice la varietà di situazioni contrattuali e reddituali. Chi vive in affitto ha diritto a detrazioni differenziate in base alla fascia di reddito e al tipo di contratto:
- Canone libero 300 euro se il reddito non supera 15.493,71 euro, 150 euro tra 15.493,72 euro e 30.987,41 euro;
- Canone concordato 495,80 euro o 247,90 euro nelle stesse fasce di reddito.
Per i lavoratori dipendenti che trasferiscono la residenza nel comune di lavoro o limitrofo, c’è una detrazione di 992 euro se il reddito complessivo non supera 15.494 euro e di 496 euro se il reddito complessivo è compreso tra 15.494 e 30.987 euro. La detrazione spetta per i primi tre anni dal trasferimento della residenza, purché questo sia avvenuto ad almeno 100 km di distanza e in una regione diversa.
Detrazioni sono previste anche per i giovani inquilini fino a 31 anni che si trasferiscono dall’abitazione principale dei genitori; in questo caso è del 20% del canone fino a un massimo di 2.000 euro se il reddito complessivo non supera 15.494 euro.
Mutui, ristrutturazioni e bonus mobili: cosa cambia nel 2026
Chi è proprietario di un immobile può detrarre il 19% del mutuo sugli interessi passivi pagati:
- fino a un massimo di 4.000 euro per l’acquisto;
- fino a 2.582 euro per la costruzione o la ristrutturazione dell’abitazione principale.
È inoltre possibile detrarre il 19% delle spese di intermediazione immobiliare, fino a un massimo di 1.000 euro, sostenute per l’acquisto dell’abitazione principale.
Il bonus ristrutturazione resta al 50% (o 36% per immobili diversi dall’abitazione principale) su una spesa massima di 96.000 euro, ma sarà probabilmente l’ultima stagione con questa aliquota prima del calo previsto al 36% generalizzato.
Il bonus mobili ed elettrodomestici consente di detrarre il 50% delle spese per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica A o superiore (E o F per i frigoriferi, A per i forni), fino a un massimo di 5.000 euro. Questo purché collegati a un immobile oggetto di ristrutturazione tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2026.
C’è ancora il superbonus per le spese sostenute nel 2026, ma che scende al 65%, senza più le vecchie aliquote del 110% o del 90% riservate agli anni precedenti.
Meno conosciuto, ma potenzialmente molto utile per famiglie con persone anziane o con disabilità in casa, è il bonus per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Spetta una detrazione del 75% per interventi su scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici, con scadenza fissata al 31 dicembre 2026.
Salute e famiglia: le detrazioni meno conosciute
Tra le agevolazioni fiscali meno conosciute in materia sanitaria spiccano le spese veterinarie. Chi ha un animale da compagnia può detrarre il 19% sulle spese comprese tra 129,11 e 550 euro, incluse quelle sostenute in farmacia per la cura dell’animale. Per i cani guida esiste inoltre una detrazione forfettaria di 1.100 euro per il mantenimento.
Altre voci spesso dimenticate riguardano:
- le assicurazioni su vita, infortuni e rischio di non autosufficienza, detraibili al 19% fino a 530 euro o 1.291,14 in base al tipo di polizza;
- le spese per addetti all’assistenza personale in caso di non autosufficienza, detraibili al 19% fino a 2.100 euro per redditi sotto i 40.000 euro;
- le spese funebri, detraibili al 19% fino a 1.550 euro per ogni singolo decesso;
- il bonus musica per i figli tra 5 e 18 anni, che permette il 19% fino a 1.000 euro di spesa se il reddito complessivo non supera i 36.000 euro.
Per quanto riguarda i figli, una voce poco nota riguarda gli studenti con diagnosi di Dsa (disturbo specifico dell’apprendimento), che possono detrarre il 19% delle spese per strumenti utili all’apprendimento fino al completamento della scuola secondaria di secondo grado.
Le spese sanitarie meritano un approfondimento specifico. La detrazione Irpef del 19% si applica sulla quota che eccede la franchigia di 129,11 euro, e comprende un ventaglio molto ampio di prestazioni:
- interventi chirurgici;
- trapianti di organi;
- degenze ospedaliere;
- visite mediche generiche (comprese le cure omeopatiche) e specialistiche;
- analisi cliniche;
- indagini endoscopiche;
- terapie fisiche e cure termali, con esclusione delle spese di alloggio.
Rientrano inoltre i farmaci, anche omeopatici e da banco, oltre all’acquisto o all’affitto di protesi e dispositivi medici certificati come occhiali da vista, apparecchi acustici e aerosol.
Tra le detrazioni più trascurate in assoluto ci sono le somme versate a favore di istituti scolastici di ogni ordine e grado. Queste sono detraibili al 19% senza alcun limite di importo. Analogamente, le donazioni a favore di Ong, Onlus, organizzazioni di volontariato e istituzioni religiose sono deducibili, generalmente entro il limite del 10% del reddito complessivo, a seconda dell’ente beneficiario.
Chi possiede immobili sottoposti a vincoli storico-artistici può inoltre detrarre il 19% delle spese di manutenzione e restauro, una voce di nicchia ma potenzialmente significativa per chi si trova in questa situazione.
Da segnalare infine i contributi versati a favore di Paesi in via di sviluppo, deducibili per chi sostiene organizzazioni impegnate nella cooperazione internazionale. Come anche le detrazioni legate a investimenti in start-up e Pmi innovative, che in alcuni regimi specifici possono funzionare come deduzioni dal reddito complessivo. In questo caso è sempre necessario verificare con attenzione la certificazione rilasciata dalla società partecipata.



