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7 Settembre 2026

Dall’Alaska al Brasile: l’avventura ciclistica di Andrea e Omar in 40.000 chilometri

Due amici bellunesi hanno completato un viaggio epico in bicicletta attraverso le Americhe, coprendo 40.000 chilometri in tre anni e attraversando 18 paesi

Dall'Alaska al Brasile: l'avventura ciclistica di Andrea e Omar in 40.000 chilometri

Andrea Centelleghe e Omar Turrin, due amici originari di Sedico e Feltre, hanno completato un viaggio epico in bicicletta che li ha portati dall’Alaska al Brasile, attraversando 18 paesi e coprendo oltre 40.000 chilometri in tre anni. Partiti nell’ottobre 2023 da Araraquara, nello Stato di San Paolo, in Brasile, i due ciclisti hanno pedalato attraverso una varietà di paesaggi e condizioni climatiche, affrontando sfide fisiche e mentali senza pari.

Il loro viaggio è iniziato con l’idea di esplorare il mondo a ritmo lento, lontano dalle logiche commerciali e dai viaggi organizzati. Andrea, allora ventitreenne, aveva già sperimentato viaggi in bicicletta durante le vacanze estive e aveva sempre sognato un’avventura di grandi dimensioni. Omar, con esperienza di viaggi precedenti, come quello dall’Italia alla Mongolia, ha proposto l’impresa e Andrea ha accettato senza esitazione.

La preparazione e la partenza

Organizzare un viaggio di tre anni non è stato semplice. I due amici hanno dovuto decidere cosa portare con sé, finendo per caricare le biciclette con 60-70 chili di attrezzatura. La partenza è avvenuta da Araraquara, in Brasile, e il percorso li ha portati attraverso Paraguay, Uruguay, Argentina, Cile, Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia, America Centrale, Messico, Stati Uniti, Canada e infine Alaska.

Il viaggio non è stato lineare: Andrea e Omar hanno scelto di fare molti zigzag per esplorare il più possibile. Le distanze percorse variavano a seconda del terreno: su asfalto riuscivano a coprire 100-120 chilometri al giorno, mentre in montagna, come in Perù, a volte si limitavano a 40 chilometri. Le condizioni climatiche e geografiche hanno messo alla prova la loro resistenza e la loro attrezzatura.

Le sfide affrontate

Uno dei momenti più difficili è stato in Bolivia, dove hanno affrontato altitudini superiori ai 4.000 metri. La mancanza di ossigeno ha reso difficile respirare e dormire. In Patagonia, il vento e la pioggia hanno messo a dura prova la loro attrezzatura. Una volta, la tenda si è rotta e si sono trovati a 200-250 chilometri dalla città più vicina. Dopo un’ora di autostop, qualcuno li ha caricati, trovandoli in condizioni pietose.

La fatica è diventata una compagna di viaggio, ma Andrea e Omar hanno imparato a conviverci. Ascoltavano il loro corpo, si fermavano a bere e riposare. Il corpo umano, hanno scoperto, è una macchina incredibile: dopo una settimana di difficoltà, iniziavano a sentirsi più forti e a pedalare con maggiore facilità.

L’ospitalità e gli incontri

Uno degli aspetti più sorprendenti del viaggio è stata l’ospitalità delle persone incontrate lungo il percorso. Su 1.047 giorni di viaggio, hanno trascorso 605 notti ospiti di sconosciuti, 336 in tenda e solo 106 in strutture alberghiere. Le persone li hanno accolti con calore, offrendo loro un posto dove dormire e condividendo le loro vite.

Andrea e Omar hanno utilizzato anche applicazioni che mettono in contatto viaggiatori con persone disposte a offrir loro ospitalità. Questi incontri hanno cancellato molti pregiudizi. In Brasile, ad esempio, Andrea inizialmente era cauto nel tirare fuori il telefono, ma presto ha scoperto che le persone erano splendide e disposte ad aiutare senza chiedere nulla in cambio.

La bicicletta ha aiutato a creare un legame speciale con le persone. Vedendoli stanchi e in difficoltà, la gente si avvicinava con curiosità e simpatia, offrendo il loro aiuto. Tra le esperienze più belle c’è la Colombia, dove sono rimasti per circa cinque mesi e hanno viaggiato con altri tre ciclisti, creando una sorta di famiglia vagabonda.

Il traguardo e i progetti futuri

Il 13 agosto 2026, Andrea e Omar hanno raggiunto Prudhoe Bay, nell’estremo nord dell’Alaska, completando la loro traversata. La sensazione di vuoto che hanno provato al traguardo è stata intensa: dopo quasi tre anni di viaggio, si sono trovati in un luogo immerso nel nulla, chiedendosi cosa fare dopo.

La strada non è ancora finita. I due amici stanno pensando di ridiscendere verso il Canada per recuperare alcune zone che hanno saltato durante la risalita. Potrebbero anche separarsi temporaneamente e continuare a pedalare. Quando torneranno, porteranno con sé migliaia di fotografie e filmati che documentano il loro viaggio. Andrea ha in mente di creare un libro fotografico e organizzare una serata per raccontare la loro avventura.

Questa impresa ciclistica ha dimostrato che i limiti sono flessibili e che la fatica può essere superata con la determinazione e la passione. Andrea e Omar hanno imparato che si può imparare da tutti, dalla persona più raffinata al contadino più umile, e che l’ospitalità e l’empatia superano ogni differenza culturale.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.