Nel panorama dei servizi finanziari per liberi professionisti, Qonto e Finom si distinguono come due opzioni molto popolari. Entrambi promettono una gestione digitale completa, ma differiscono per struttura delle tariffe, modalità di remunerazione della liquidità e integrazione con strumenti amministrativi. Questo articolo analizza le caratteristiche operative di ciascuna piattaforma, affinché chi possiede una partita IVA possa valutare quale soluzione risponde meglio alle proprie esigenze nel 2026.
Prima di addentrarci nei dettagli operativi, è utile ricordare che entrambi i provider offrono un piano base privo di canone mensile. Tuttavia, le soglie di operatività incluse e i costi per servizi aggiuntivi variano notevolmente, influenzando il bilancio complessivo di una piccola impresa o di un professionista autonomo.
Costi e piani tariffari: quanto pesa il canone?
Il piano Starter di Qonto è gratuito, ma per accedere a funzionalità avanzate è necessario passare a Basic (9 €/mese), Smart (19 €/mese) o Premium (39 €/mese), tutti da considerare al netto dell’IVA. Finom propone un piano Solo gratuito, mentre Basic costa 21 €/mese se fatturato mensilmente, o 17 €/mese con pagamento annuale, e Smart sale a 45 €/mese (37 €/mese con pagamento annuale). Per Qonto, il passaggio a un piano a pagamento è spesso giustificato dalla necessità di più operazioni incluse e da carte fisiche aggiuntive; per Finom, la differenza principale è la disponibilità di una prova gratuita di 30 giorni nei piani a pagamento.
IBAN italiano, fatturazione elettronica e gestione del team
Entrambi i fornitori assegnano un IBAN italiano al cliente. Qonto estende l’opzione ai sottoconti con IBAN dedicato a seconda del piano sottoscritto, mentre Finom concede l’IBAN soltanto dopo aver superato le verifiche di apertura. Per quanto riguarda la fatturazione elettronica, Qonto include la trasmissione tramite SdI, la conservazione a norma e la generazione di preventivi già nel piano Starter; l’accesso per il commercialista è sbloccato a partire dal piano Smart, con possibilità di ruoli e permessi per il team. Finom, invece, offre la fatturazione elettronica in tutti i piani a pagamento e consente l’accesso al commercialista già nel piano Basic, ma limita il numero di utenti a uno per il piano Solo e a due per Basic.
Cartelline virtuali e carte fisiche
Le carte virtuali sono incluse nei piani gratuiti di entrambi i provider, ma le carte fisiche hanno costi aggiuntivi. Qonto mette a disposizione una carta fisica “One” a 5 €/mese più 6 € di spese di consegna, mentre il piano Basic prevede una carta fisica e due virtuali, e lo Smart ne aggiunge una seconda fisica e cinquanta virtuali. Finom, invece, assegna una carta fisica e tre virtuali per utente nel piano Basic, e tre fisiche con dieci virtuali per utente nello Smart. Per chi opera prevalentemente online, le carte virtuali risultano sufficienti; chi ha necessità di pagamenti in negozio dovrà valutare l’impatto dei costi aggiuntivi.
Liquidità e tassi di remunerazione: promozioni vs mercato
Qonto propone un tasso di remunerazione promozionale del 5 % annuo per i primi due mesi, riservato ai nuovi clienti idonei con almeno cinque operazioni mensili di valore minimo di 1 €. Nei piani Smart e Premium il tasso scende all’1,5 % con limiti di saldo rimunerabili di 50.000 € e 100.000 € rispettivamente. Finom, attraverso il servizio separato “Conto interessi”, pubblicizza un 5 % annuo per cinque mesi, con tetti di 10.000 €, 50.000 € o 100.000 € a seconda del piano. Tuttavia, il tasso ordinario varia dall’0,5 % al 1,75 % a seconda della promozione e del piano, e l’offerta è soggetta a selezione da parte di Aksys e a modifiche entro il 31 ottobre 2026.
Assistenza, integrazioni e sicurezza operativa
Per quanto riguarda il supporto, Qonto garantisce un’assistenza continuativa, disponibile via chat e telefonicamente, mentre Finom riserva tempi di risposta più rapidi ai piani più costosi. Entrambi offrono integrazioni con Zapier, ma Qonto amplia l’offerta con API proprietarie e integrazioni Make, consentendo una maggiore automazione dei flussi di lavoro. La sicurezza è gestita da Qonto sotto la vigilanza dell’ACPR e della Banca d’Italia, mentre Finom opera tramite Finom Payments B.V., istituto di moneta elettronica autorizzato dalla DNB, separando i fondi dei clienti da quelli dell’azienda tramite una fondazione dedicata. Queste differenze possono influenzare la percezione del rischio da parte di chi gestisce capitali importanti.



