Negli ultimi anni la digitalizzazione ha trasformato anche le attività più tradizionali, come l’acquisto di energia elettrica e la gestione della connessione internet domestica. Due recenti studi mostrano come la tecnologia possa offrire soluzioni più flessibili ed economiche: da un lato un sistema di acquisto energetico in tempo reale sviluppato da Enea, dall’altro un’analisi dettagliata dei fabbisogni di banda internet per famiglie che fanno smart working e didattica a distanza.
Il primo progetto nasce dal Laboratorio Energia e Data Science del centro di ricerca di Portici (Napoli) e si basa su una combinazione di hardware dedicato e una piattaforma IoT che mette “all’asta” ogni singolo evento di consumo. Il secondo, condotto dall’Osservatorio Tariffe di, confronta velocità nominali, costi e reali esigenze di download e upload per diversi scenari familiari.
Energia all’asta: il modello di Enea per una fornitura più trasparente
Il dispositivo progettato da Enea rileva in tempo reale il fabbisogno elettrico di un apparecchio collegato e lo pubblica su una piattaforma digitale. Qui più fornitori possono presentare la propria offerta economica per quel preciso momento di ricarica. Solo dopo che l’utente (o il suo algoritmo) approva la proposta, il flusso di energia viene autorizzato. Girolamo Di Francia, responsabile del laboratorio, descrive il sistema come una sorta di “eBay dell’energia”, dove il prezzo è definito prima del consumo grazie alla competizione tra fornitori.
Il progetto, brevettato dal dipartimento delle tecnologie energetiche e fonti rinnovabili non solo ottimizza il prezzo, ma dialoga anche con la rete elettrica, trasformando ogni carico in una risorsa attiva. Quando la rete è sotto stress o registra un surplus da impianti fotovoltaici, il sistema può rinegoziare il profilo di potenza richiesto, modulando il consumo in pochi secondi. In questo modo si riducono gli sprechi, si aumenta la trasparenza dei costi e si aprono le porte a contratti multi-fornitore, come previsto dalle direttive europee.
Banda domestica: quando 100 Mbps sono davvero sufficienti
L’analisi di ha valutato tre tipologie di nucleo familiare (2, 3 e 4 persone) sommando le attività svolte simultaneamente – videochiamate, streaming, gaming e piattaforme scolastiche – e aggiungendo un margine di sicurezza del 50 % per picchi di traffico. Per due utenti, anche con una videochiamata Zoom e una Teams allo stesso tempo, il fabbisogno totale è di circa 11,7 Mbps in download e 11,4 Mbps in upload, ben sotto la soglia di una lineaa 100 Mbps, che lascia ampio margine di manovra.
Scenari più intensi: tre e quattro utenti
Con tre persone, includendo uno streaming 4K, il consumo sale a 41,7 Mbps in download, mantenendo 11,4 Mbps in upload. Anche qui una connessione da 100 Mbps risulta più che adeguata. Il limite critico si raggiunge invece con quattro utenti impegnati contemporaneamente in due videochiamate Full HD, streaming 4K, cloud gaming 4K a 120 fps e attività scolastiche: la stima supera i 112 Mbps in download e 16,5 Mbps in upload. In questi casi, una fascia da 200-300 Mbps garantisce margini confortevoli, mentre il Gigabit non è necessario per il solo carico contemporaneo esaminato.
Dal punto di vista economico, le offerte da 100 a 300 Mbps hanno un costo medio di 24,31 € al mese nel primo anno, quasi identico a quello delle proposte da 1 Gbps (24,23 €). Le soluzioni oltre 1 Gbps, fino a 10 Gbps, costano in media 26,93 € al mese, ovvero un incremento del 10,8 % rispetto alla fascia più comune. L’esempio più conveniente del campione è EOLO Casa, che, con due mesi gratuiti, porta il costo medio annuo a 20,75 €, evidenziando come il prezzo più alto del Gigabit non sempre corrisponda a benefici reali per le famiglie.
Se da una parte la tecnologia di Enea promette di abbattere i costi energetici mediante una vera competizione di mercato, dall’altra la ricerca di dimostra che per la maggior parte delle famiglie una connessione da 100 Mbps basta ampiamente, a patto di curare upload, latenza e qualità del Wi-Fi.



