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3 Agosto 2026

BRT a Bari e e-BRT a Bergamo: confronto tra innovazione e critiche

Bari e Bergamo stanno sperimentando nuove soluzioni per la mobilità urbana. Scopri i dettagli dei progetti BRT ed e-BRT e le reazioni della cittadinanza.

BRT a Bari e e-BRT a Bergamo: confronto tra innovazione e critiche

Le città italiane stanno affrontando una sfida cruciale: migliorare la mobilità urbana per ridurre il traffico e l’inquinamento. Due esempi significativi sono Bari e Bergamo, dove sono stati avviati progetti ambiziosi ma non privi di controversie.

In un’epoca in cui la sostenibilità è diventata una priorità, le infrastrutture di trasporto pubblico rappresentano un elemento chiave per il futuro delle nostre città. Bari e Bergamo, con i loro rispettivi progetti BRT e e-BRT, stanno cercando di rispondere a questa esigenza, ma le reazioni della cittadinanza sono contrastanti.

Bari e il progetto BRT: tra speranze e critiche

Il progetto BRT (Bus Rapid Transit) a Bari è stato finanziato con oltre 160 milioni di euro e rappresenta un investimento significativo per la città. Tuttavia, il progetto non è esente da critiche. Negli ultimi vent’anni, Bari ha già vissuto esperienze deludenti nel campo della mobilità urbana, come la linea filoviaria mai entrata in funzione e i filobus acquistati ma mai utilizzati.

Il movimento politico Democristiani 5.0 ha sollevato preoccupazioni riguardo alla configurazione attuale del BRT, che copre solo una parte limitata del territorio urbano e non include le periferie. Inoltre, il progetto rischia di eliminare migliaia di posti auto senza garantire un servizio competitivo rispetto all’auto privata.

Per garantire trasparenza e partecipazione, il movimento ha richiesto l’istituzione di una commissione tecnica civica permanente composta da tecnici indipendenti, rappresentanti dei cittadini e delle istituzioni. Questa commissione avrebbe il compito di monitorare l’avanzamento dei lavori e valutare gli impatti reali sulla mobilità e sulla vita dei quartieri.

Bergamo e l’e-BRT: un passo verso il futuro

A Bergamo, il progetto e-BRT rappresenta una novità affascinante e spaventante allo stesso tempo. Questa infrastruttura completamente elettrica non solo migliora la mobilità, ma riduce anche l’inquinamento. L’e-BRT permetterà una riduzione di 780 tonnellate di anidride carbonica all’anno grazie all’utilizzo di autobus elettrici e di 183 tonnellate di CO₂ grazie all’installazione di pannelli solari nei depositi.

Il cronista che ha visitato il cantiere ha notato che ci sono ancora alcuni dettagli da sistemare, come la sincronizzazione dei semafori e il divieto di svolta a sinistra. Tuttavia, l’e-BRT rappresenta un primato per Bergamo: è il primo sistema di questo tipo realizzato in Lombardia e la prima grande opera di BRT in Italia finanziata interamente da risorse del PNRR.

L’e-BRT non è solo un investimento nella mobilità, ma un segnale della capacità di Bergamo di progettare e realizzare opere strategiche guardando al futuro. Con l’attivazione della T2 verso la Val Brembana, si potranno collegare più paesi con linee ecologiche che dovrebbero decongestionare il traffico urbano di Bergamo.

Le reazioni dei cittadini

Nonostante le critiche preventive, l’e-BRT ha suscitato anche interesse e curiosità tra i cittadini. L’iniziativa di Atb, che offre ai dipendenti delle aziende lungo l’asse dell’e-BRT un mese di viaggio gratuito su tutta la rete urbana, è un esempio di come il progetto stia cercando di coinvolgere la comunità.

Le code in via Moroni, via San Giorgio e via Paleocapa hanno messo alla prova i bergamaschi, ma anche queste difficoltà rappresentano un’opportunità per affinare il sistema. Prima di criticare, forse converrebbe dare una possibilità a questa linea e lasciarsi affascinare dalle sue potenzialità.

Mentre Bari cerca di evitare gli errori del passato con una maggiore trasparenza e partecipazione, Bergamo guarda al futuro con un progetto innovativo e sostenibile. Entrambe le città hanno molto da insegnare su come affrontare le sfide della mobilità urbana nel XXI secolo.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.