La produzione di uova biologiche è spesso associata a pratiche più etiche e sostenibili, ma uno studio recente ha sollevato interrogativi importanti sull’impatto ambientale di questo tipo di allevamento. Secondo i ricercatori, le uova biologiche potrebbero avere un’impronta di carbonio quasi doppia rispetto a quelle prodotte in allevamenti intensivi. Questo dato sorprendente ha acceso un dibattito su come bilanciare il benessere animale con la sostenibilità ambientale.
Lo studio, condotto da un team internazionale che include ricercatori dell’Università di Oxford e dell’Università di Padova, è stato pubblicato su Royal Society Open Science. I risultati indicano che l’adozione di un modello di allevamento biologico all’aperto nel Regno Unito potrebbe portare a emissioni di gas serra equivalenti a 2.316.000 tonnellate di CO2. In confronto, un sistema di allevamento in gabbia emetterebbe solo 1.184.000 tonnellate di CO2 equivalente.
Efficienza produttiva e benessere animale
Uno dei fattori chiave che contribuisce a questa differenza è l’efficienza produttiva. Le galline allevate in gabbia tendono a essere più efficienti perché vivono in uno spazio confinato, dove tutto ciò che ingeriscono viene convertito in uova. Al contrario, le galline allevate all’aperto consumano più energia per il movimento e possono mangiare cibi non controllati, riducendo l’efficienza della produzione.
Marco Bindi, professore di Agroclimatologia all’Università di Firenze, spiega che “un animale che vive in uno spazio confinato è certamente più efficiente dal punto di vista produttivo. Tuttavia, è importante considerare anche la qualità di vita delle galline e la qualità nutrizionale delle uova ottenute con i due diversi sistemi di allevamento.”
Impatto ambientale e qualità delle uova
Gli allevamenti biologici hanno anche effetti peggiori in termini di eutrofizzazione e acidificazione delle acque nonché un maggiore utilizzo del suolo. Inoltre, la mortalità delle galline è risultata più elevata negli allevamenti all’aperto rispetto a quelli in gabbia. Tuttavia, le uova biologiche potrebbero offrire benefici in termini di qualità nutrizionale e benessere animale.
Harriet Bartlett, ricercatrice presso la Smith School of Enterprise and the Environment dell’Università di Oxford, ammette che “l’approccio biologico potrebbe risultare migliore in termini di tossicità dei pesticidi e forse anche per quanto riguarda la biodiversità in azienda.” Questo suggerisce che, nonostante i maggiori impatti ambientali, le uova biologiche potrebbero avere altri vantaggi che meritano di essere considerati.
Il dilemma dei consumatori
Quando ci si trova davanti allo scaffale delle uova, la scelta tra uova biologiche e tradizionali può essere complessa. Da un lato, le uova biologiche favoriscono standard più elevati di benessere animale, ma dall’altro hanno un impatto ambientale maggiore. Flaviana Gottardo e Luisa Magrini, del dipartimento di Medicina animale, produzioni e salute dell’Università di Padova, spiegano che “i consumatori dovrebbero essere consapevoli che la scelta di uova provenienti da allevamenti all’aperto può favorire standard più elevati di benessere animale, ma non implica necessariamente una minore impronta ambientale.”
Tuttavia, gli autori dello studio riconoscono che la transizione verso sistemi senza gabbie rappresenta un passo importante per migliorare il benessere animale. La sfida consiste nello sviluppare sistemi produttivi in grado di garantire contemporaneamente elevati standard di benessere animale, un uso efficiente delle risorse e una riduzione degli impatti ambientali.
Mentre gli allevamenti biologici offrono benefici significativi per il benessere delle galline, è importante continuare a cercare soluzioni che possano ridurre l’impatto ambientale di questi sistemi di produzione.


