Ad Asti, il mercato degli affitti brevi sta vivendo un periodo di grande espansione, in controtendenza rispetto alle grandi città dove questo settore ha iniziato a rallentare. Dal 2026, le strutture ricettive gestite da privati sono aumentate del 23%, passando da 1.580 a 2.053. Questo fenomeno ha portato anche a un incremento delle strutture dotate di Codice Identificativo Nazionale (CIN) che attesta la regolarità della struttura.
La crescita degli affitti brevi ad Asti è stata favorita da diversi fattori, tra cui l’aumento della cedolare secca e la diminuzione dei viaggi internazionali. Tuttavia, a differenza delle località turistiche storiche, ad Asti questa tendenza non ha ancora causato problemi di sovraffollamento o aumento eccessivo dei prezzi degli immobili.
L’impatto sul settore alberghiero tradizionale
Il settore alberghiero tradizionale guarda con sospetto alla crescita degli affitti brevi. Luca Mogliotti, proprietario dell’Hotel Palio sottolinea la discrepanza tra i costi sostenuti dagli albergatori e quelli dei proprietari di appartamenti per vacanze. Gli alberghi devono rispettare numerose norme sulla sicurezza, mentre gli affitti brevi non offrono le stesse tutele e spesso impiegano personale in nero.
Andrea Visconti, presidente di Confesercenti Asti ha un’opinione diversa. Secondo lui, gli affitti brevi creano lavoro e possono convivere con le strutture alberghiere tradizionali. Visconti sottolinea che il turismo ad Asti è in crescita e che il Monferrato ha molto da offrire ai visitatori.
L’aumento dei visitatori e le opportunità per i proprietari
Negli ultimi anni, ad Asti si è registrato un aumento dei visitatori, molti dei quali scelgono gli affitti brevi per trascorrere le vacanze. Anna, proprietaria di una casa per turisti in un paesino dell’Astigiano, racconta di vedere sempre più famiglie straniere che scelgono la sua struttura per soggiornare.
Gli affitti brevi rappresentano una fonte di reddito importante per molte famiglie italiane. Secondo l’Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi (Aigab) circa il 96% delle case online per affitti brevi appartiene a proprietari singoli. Per queste famiglie, l’affitto breve è spesso l’unico modo per mantenere il patrimonio immobiliare di proprietà.
Tuttavia, i proprietari devono affrontare diverse spese, tra cui la cedolare secca, le utenze, le pulizie e i costi dei portali online. Nonostante ciò, la rendita netta derivante dagli affitti brevi è quasi equivalente a quella degli affitti tradizionali.
Le sfide future e le opportunità di crescita
Il mercato degli affitti brevi ad Asti è ancora in fase di espansione, ma è importante monitorare la situazione per evitare problemi simili a quelli delle località turistiche storiche. Visconti sottolinea l’importanza di trovare un equilibrio tra affitti brevi e strutture alberghiere tradizionali, in modo da non danneggiare il settore dell’ospitalità.
Inoltre, è fondamentale garantire la sicurezza e la regolarità delle strutture, attraverso l’obbligo del CIN e il rispetto delle normative locali. Solo così sarà possibile sfruttare al meglio le opportunità offerte dal turismo, senza compromettere la qualità della vita dei residenti.

