Alessandro Di Battista è stato ricoverato a L’Avana, Cuba dopo un malore avvenuto a Santa Clara e trasferito all’ospedale Hermanos Ameijeiras dove i medici hanno avviato accertamenti e valutato un possibile trasferimento sanitario in Italia. Ultimo aggiornamento: 2 settembre 2026.
La vicenda ha attirato attenzione politica e mediatica perché l’ex deputato del Movimento rappresenta una figura pubblica nota e il rimpatrio coinvolge strutture italiane, la Farnesina e una polizza assicurativa attivata prima della partenza. Le decisioni sul trasferimento sono state coordinate tra sanitari cubani, specialisti italiani e il Ministero degli Affari Esteri.
Primo soccorso a Santa Clara e trasferimento all’Hermanos Ameijeiras
Di Battista ha accusato un forte mal di testa e un malore a Santa Clara dove il personale sanitario locale ha effettuato il primo intervento di emergenza e lo ha stabilizzato. Dopo alcune ore privo di sensi, l’ex parlamentare è ripreso conoscenza e i medici hanno disposto il trasferimento all’ospedale Hermanos Ameijeiras de L’Avana, una struttura indicata come tra le più attrezzate dell’isola.
Presso l’Hermanos Ameijeiras sono stati avviati esami diagnostici supplementari per chiarire la natura del malore; i medici cubani hanno segnalato che un rimpatrio potrà essere organizzato solo se le condizioni di stabilità clinica lo consentiranno. È rimasta attiva la valutazione congiunta tra specialisti cubani e italiani.
Intervento dei medici del Policlinico Gemelli e ipotesi di rientro
Due specialisti inviati dal Policlinico Gemelli di Roma un neurochirurgo e un rianimatore sono arrivati a Cuba per supportare la valutazione medica e coordinare eventuali procedure di trasporto. I medici italiani sono stati identificati come riferimento per la continuità delle cure in caso di rimpatrio sanitario.
Secondo quanto comunicato a seguito delle valutazioni, il rientro potrebbe avvenire con un volo privato o con un’aeroambulanza nei giorni successivi, a condizione della stabilità clinica. Di Battista avrebbe rifiutato l’opzione di un volo di Stato preferendo una soluzione privata; le spese per il trasferimento sono coperte da una polizza assicurativa sottoscritta prima della partenza.
Presenza familiare, messaggi social e reazioni politiche
Al fianco di Di Battista è giunta la compagna Sahra Lahouasnia che si è spostata a L’Avana per stare vicino all’ex parlamentare e coordinare i contatti con i medici. Di Battista ha pubblicato un messaggio sui social: “Ce la metterò tutta per tornare presto”, esprimendo determinazione e lucidità che hanno influito sulle valutazioni cliniche.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha seguito la situazione e ha avuto un colloquio telefonico con Di Battista; Tajani ha dichiarato: “Questo è quello che fanno le donne e gli uomini che lavorano alla Farnesina per dare assistenza a tutti i cittadini italiani, più conosciuti o meno conosciuti”. Anche esponenti politici come Giuseppe ConteElly Schlein e Matteo Renzi hanno espresso vicinanza: Renzi ha scritto “rientrare presto in Italia e di poter di nuovo… litigare di brutto con lui come ai vecchi tempi”.
Altri nomi politici che hanno manifestato solidarietà includono Luigi Di Maio e Vittoria Baldino. La comunicazione tra la Farnesina l’équipe medica del Policlinico Gemelli e i sanitari dell’Hermanos Ameijeiras è rimasta costante per valutare i tempi e le modalità del trasferimento sanitario.
Al momento i medici hanno proseguito gli accertamenti all’ospedale dell’Avana e hanno mantenuto come condizione fondamentale per il rimpatrio la stabilità delle condizioni cliniche. È stato indicato che, se la situazione lo avesse permesso, il ritorno in Italia sarebbe potuto avvenire in pochi giorni con un volo sanitario privato o un’aeroambulanza; in un aggiornamento precedente è stata annunciata la possibile partenza il 4 settembre con un’aeroambulanza.
Le autorità consolari italiane e il Ministero degli Affari Esteri hanno continuato a rendersi disponibili per ogni supporto logistico e amministrativo necessario. L’evento è rimasto in evoluzione e le informazioni cliniche sono state aggiornate da specialisti e rappresentanti istituzionali.



